Eolico a Calangianus, il Comune conferma la linea di opposizione

Fabio Albieri

Il progetto eolico a Calangianus.

In un recente intervento ufficiale che ribadisce una posizione già espressa con coerenza nel tempo, il sindaco di Calangianus, Fabio Albieri, è tornato a manifestare la totale opposizione dell’amministrazione Comunale al progetto eolico denominato “Trynyty“. La dichiarazione giunge in un momento di rinnovata tensione territoriale, alimentata dalle testimonianze di cittadini e imprenditori locali preoccupati per l’impatto devastante che l’installazione di aerogeneratori giganti potrebbe avere sull’integrità del paesaggio gallurese. Il Comune ha confermato che la propria battaglia prosegue senza sosta, sottolineando come la tutela dell’identità locale rimanga una priorità assoluta rispetto a logiche calate dall’alto.

La fermezza dell’ente locale non rappresenta una novità, ma si configura come la conferma di un impegno documentato e già formalizzato nelle sedi istituzionali. Durante la conferenza dei servizi, l’amministrazione ha infatti depositato un parere negativo motivato sia sotto il profilo tecnico che politico. Il progetto, che prevede l’installazione di torri d’acciaio alte quasi 200 metri in zone di altissimo valore ambientale, viene considerato del tutto incompatibile con l’economia locale, storicamente fondata sull’agricoltura e su un turismo rispettoso della natura.

Uno degli aspetti più critici sollevati in questo recente comunicato riguarda la mancanza di trasparenza e coinvolgimento delle comunità locali. Il sindaco Albieri ha espresso una profonda solidarietà verso la famiglia del manager Sesto Santoli e tutti gli operatori economici coinvolti, definendo inaccettabile il fatto che gli abitanti scoprano tali progetti quasi per caso. La difesa della proprietà privata si intreccia così con la salvaguardia del bene comune, trasformando la resistenza al progetto “Trynyty” in una vera e propria scelta etica per la sopravvivenza del territorio.

Nel ribadire la propria posizione, il sindaco Fabio Albieri ha rilasciato dichiarazioni che non lasciano spazio ad ambiguità. “Le parole di Sesto Santoli non sono solo la legittima difesa di una proprietà privata, ma rappresentano il sentimento di un’intera comunità che rifiuta di vedere il proprio futuro deciso altrove e calato dall’alto”, ha esordito il primo cittadino. Il commento prosegue con toni netti: “Non permetteremo che il nostro territorio diventi una distesa di acciaio e cemento a beneficio di interessi speculativi che nulla lasciano al territorio. Santoli parla di ‘scelta etica‘ e di ‘custodia del terreno‘: sono concetti che sottoscrivo pienamente. Come sindaco, ho il dovere di custodire il bene comune e l’identità di Calangianus e del suo territorio pertanto abbiamo detto No e continueremo a dire No in ogni sede istituzionale, al fianco del collega Carlo Viti e di tutti i cittadini che amano questa terra”.

La posizione di Calangianus non nega l’importanza della transizione energetica, ma ne contesta radicalmente il metodo, invocando un approccio democratico che non sacrifichi la storia e il paesaggio in nome del profitto. In chiusura del suo intervento, Albieri ha ribadito la necessità di proteggere le caratteristiche uniche della regione: “Il nostro territorio ha già dato molto in termini di tutela ambientale e paesaggistica. La transizione energetica è necessaria, ma deve essere democratica e rispettosa delle specificità locali. Non accetteremo mai che il paesaggio di Calangianus, fatto di granito e sugherete secolari, venga snaturato da progetti mastodontici che ne distruggono l’essenza stessa”.

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