L’intervento di Gianluca Corda dopo l’aggressione a Olbia.
Il consigliere di minoranza, Gianluca Corda, è intervenuto durante l’ultimo Consiglio comunale sui gravi fatti che sono accaduti recentemente a Olbia, quando un folle ha compiuto un’aggressione a colpi di forbici contro due persone e un cane, uccidendo quest’ultimo. Il consigliere del Pd, complimentandosi dell’approvazione della proposta dell’opposizione sull’istituzione del Garante per i disabili, si è rivolto al sindaco di Olbia e all’assessora Lai ”perché diano finalmente gambe ad altre proposte della minoranza”, riferendosi alla proposta dell’istituzione di un osservatorio giovanile in città, molto importante sul tema sicurezza.
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L’intervento di Corda.
Il consigliere Corda ha lanciato un duro monito sulla tenuta della sicurezza urbana, richiamando l’amministrazione a un intervento immediato dopo gli ultimi gravi episodi di cronaca che hanno scosso la comunità.
“In questa ultima settimana non abbiamo soltanto assistito al fatto più grave che è quello di sette giorni fa che ha portato alla morte di un cagnolino e a rischiare la vita per due nostri concittadini. Nell’ultima settimana in città sono successi tutta una serie di fatti gravissimi – ha detto Corda nel suo intervento in aula consiliare -. Arresti per droga, tra cui purtroppo di minori, esplosioni, bombe, attentati. Il nostro sindaco spesso ci ha accusati di porre il problema sulla sicurezza in città come quasi porre il tema di mancata sicurezza a Olbia fosse come screditarla. Ribadiamo la massima disponibilità di ciascuno di noi di lavorare su questo tema serissimo. Questa città sta diventando una bomba ad orologeria, c’è paura da parte dei nostri concittadini a uscire dopo una certa ora e non ne faccio un problema di nazionalità. Ha fatto bene il sindaco a dire che Olbia è una città accogliente e dell’inclusione, ma è necessario attuare misure straordinarie che lei ha il potere e competenze di attuare perché Olbia diventi una città più sicura”.
Il consigliere ha evidenziato la necessità di non limitarsi alle misure deterrenti, nonostante la carenza di organico tra le forze dell’ordine. È invece prioritario investire nella prevenzione, affrontando l’emergenza della salute mentale e il progressivo depotenziamento dei servizi sanitari cittadini.
