Le aggressioni a Olbia.
È accusato di tentato omicidio plurimo il tunisino che questo pomeriggio, del 10 febbraio, ha compiuto tre distinte aggressioni in diverse zone di Olbia. La sua posizione potrebbe aggravarsi ora in seguito alla morte del cane, colpito anche lui con un paio di forbici. Il codice penale per i reati contro gli animali, infatti, ha subìto un inasprimento delle pene nel 2025, con la Legge Brambilla, con pene fino ai 4 anni e 60.000 euro di multa.
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Il 26enne è stato arrestato in flagranza alle 16 dai carabinieri della Radiomobile e della Stazione di Porto Rotondo, a seguito di numerose segnalazioni pervenute al 112 NUE. I militari hanno bloccato e messo fine alla fuga del soggetto, considerato socialmente pericoloso. L’uomo, infatti, ha colpito senza alcun motivo prima una dipendente cinese di un centro massaggi in via dei Lidi, poi ha colpito una guardia giurata del Superpan e poi ha aggredito il cane in un bar, che è morto poco dopo l’aggressione.
Il movente.
Il tunisino ha colpito scegliendo probabilmente a caso le sue vittime, che presentano caratteristiche diverse. Non è escluso, infatti, che il giovane sia affetto da problemi psichici data l’assenza di un movente. Tuttavia i motivi del gesto sono in corso di accertamento da parte dell’Arma. Tra le due persone colpite il più grave è la guardia giurata, che è arrivato in ospedale in codice rosso. L’uomo stava prestando servizio nel supermercato quando è stato sorpreso alle spalle e colpito con le forbici dall’aggressore. Ha usato la stessa arma anche contro il cane e la donna, che è stata medicata con ferite da codice giallo al Giovanni Paolo II.
