Athos Sheemar ha donato il sangue per la prima volta e riceve la tessera di Avis Olbia.
Un traguardo storico che profuma di futuro, solidarietà e inclusione. L’AVIS di Olbia ha celebrato il raggiungimento della straordinaria quota di diecimila tesserati, un numero tondo e carico di significato che porta il nome di Athos Sheemar. Il giovane sardo, studente del Deffenu, ha varcato la soglia del centro per compiere un gesto tanto semplice quanto rivoluzionario: la sua prima donazione di sangue.
Il dono di Athos.
Per l’associazione olbiese non si è trattato soltanto di un successo numerico, ma di un momento di profonda riflessione sociale. In un periodo storico spesso attraversato da tensioni e striscianti episodi di razzismo, dopo il caso di Modena, la firma di Athos assume un valore simbolico potentissimo. Lo stesso presidente, Gavino Murrighile, lo ha dichiarato una “una gran bella soddisfazione per la nostra organizzazione, resa ancora più significativa, soprattutto in questi giorni di strisciante razzismo, che a sottoscriverla sia stato un italiano nato da genitori stranieri”.
Le parole importanti del presidente.
Un gesto importantissimo non solo per la città. ”Un esempio di integrazione straordinaria, di senso civico e di appartenenza alla comunità – ha dichiarato ancora Murrighile -. Il sangue di questo ragazzo, tra qualche giorno salverà la vita di qualcun altro, e a noi di AVISOLBIA non importerà alcunché che il fruitore dell’oro rosso sia: marocchino, danese, tunisino, turco o russo. Per noi esiste una sola razza: quella umana, a dirla con Albert Einstein”.
Per i volontari e i medici dell’AVIS di Olbia non avrà alcuna importanza la nazionalità di chi riceverà questo dono, perché il dono va oltre le barriere culturali. Questo evento ribadisce con forza il messaggio universale che da sempre guida l’associazione. Attraverso il gesto generoso di Athos, l’AVIS di Olbia ricorda al mondo che non esistono divisioni quando si parla di trarre in salvo una vita umana.
