Impianto bioetanolo a Olbia i nodi dei fondi Pnrr e delle autorizzazioni ambientali.
La vicenda dell’impianto di trattamento del bioetanolo a Olbia entra in una fase decisiva. Il territorio gallurese si prepara a ospitare un impianto strategico per la gestione dei rifiuti e la produzione di energia rinnovabile, ma il cronoprogramma impone tempi stringenti. L’avvio dell’impianto entro giugno 2026 rappresenta una condizione essenziale per non perdere i finanziamenti del Pnrr già assegnati al progetto.
Il biodigestore sorgerà nell’area consortile di Spiritu Santu, su una superficie di circa quattro ettari. Il progetto ha già superato la valutazione di impatto ambientale e ha ottenuto l’autorizzazione integrata ambientale, resa necessaria anche dalla recente approvazione della variante al Piano di assetto idrogeologico del Comune di Olbia. La Provincia Gallura ha dato il via libera alla nuova procedura, chiarendo che l’area non rientra più in perimetrazioni di pericolosità idraulica.
Produzione energetica e ricadute industriali.
L’impianto produrrà tra i 3 e i 3,5 milioni di metri cubi di biometano all’anno. Un volume significativo se rapportato ai consumi della rete cittadina di Olbia, che si attestano intorno ai 18 milioni di metri cubi annui. La produzione coprirà oltre il 40 per cento del fabbisogno urbano, mentre il surplus potrà alimentare l’area industriale, rafforzando il ruolo di Olbia come polo avanzato di economia circolare.
Investimenti e integrazione impiantistica.
Il biodigestore si inserisce in un progetto più ampio che comprende il revamping dell’impianto di compostaggio di Spiritu Santu. L’intervento, finanziato dalla Regione con 3,7 milioni di euro, consentirà l’allineamento alle migliori tecnologie disponibili. L’integrazione tra digestione anaerobica e compostaggio aerobico garantirà una riduzione delle emissioni e una gestione più efficiente dei rifiuti organici, con benefici diretti per la frazione di Murta Maria.
Risorse regionali e sostenibilità economica.
L’investimento complessivo ammonta a 20 milioni di euro. Il progetto ha già ottenuto risorse Pnrr e ulteriori finanziamenti regionali. Come scrive La Nuova Sardegna, nel complesso, le misure garantiranno al Cipnes Gallura 32,7 milioni di euro in quindici anni, assicurando stabilità economica e continuità operativa. La Regione ha riconosciuto il valore strategico dell’intervento per la transizione energetica e la gestione dei rifiuti urbani in Sardegna.




