Dopo Bitti torna la paura di una nuova alluvione in Gallura, l’appello dal Tag

La lettera del Tavolo delle associazioni della Gallura.

“Sono trascorsi 7 anni da quel terribile 18 novembre del 2013: una data che ha lasciato segni indelebili nella nostra memoria di olbiesi e galluresi. Ma l’alluvione che lo scorso sabato ha devastato ancora una volta il paese di Bitti fa riaffiorare alla nostra memoria la paura di rivivere l’incubo della furia devastante del ciclone Cleopatra che duramente ha colpito nel 2013 il nostro territorio provocando insieme ai tanti morti, anche pesanti danni alle case e alle attività economiche”.

Inizia così l’accorata lettera del Tavolo delle Associazioni della Gallura che si appella alle istituzioni perché queste tragedie non accadano più. Nella vicinanza alla comunità di Bitti, nel ricordo del carico di distruzione e di morte che portò il ciclone Cleopatra nel 2013 a Olbia e in Gallura. Ma anche nella paura che tutto ciò si possa ripetere.

L’associazione sollecita una riflessione pubblica, non più rinviabile, sulla mancata adozione di misure preventive per affrontare e risolvere una volta per tutte i rischi del dissesto idrogeologico a Olbia, in Gallura e nelle troppe zone a rischio della Sardegna.

Poco o niente sembra cambiato rispetto alla vigilia del giorno in cui il ciclone Cleopatra si è abbattuto sul nostro territorio”, scrivono i rappresentanti del Tag denunciando i pochi interventi che finora hanno riguardato solo opere e lavori manutentivi circoscritti.

“Ancora assistiamo all’annoso confronto tra i fautori del piano A, B o C – continuano – ma nel frattempo le nostre comunità vivono con apprensione ogni allerta metereologica che possa mettere nuovamente a repentaglio le loro vite e quelle dei propri cari, come pure le abitazioni o il frutto del loro lavoro”.

Il Tag con le sue nove organizzazioni datoriali e sindacali rappresenta le istanze di imprenditori, lavoratori, pensionati, e di tante famiglie, esprime forte preoccupazione per i gravi ritardi maturati nel ripristino di una situazione ottimale per la sicurezza nel territorio. L’associazione chiede la messa in opera di un efficace piano di mitigazione del rischio idrogeologico, come pure la soluzione dei problemi legati al dissesto della viabilità, in primis della strada di Monte Pino ancora interrotta dopo l’alluvione del 2013.

“Un’appello affinché questa diventi una battaglia di rinascita e progresso del territorio per garantire un ambiente sicuro per i cittadini e condizioni favorevoli allo sviluppo delle attività economiche”, conclude il Tag.

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