Cala Finanza, Cocciu: “Chi protesta ha aperto la strada agli investitori”

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Angelo Cocciu di Forza Italia interviene sul caso di Cala Finanza

Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Angelo Cocciu, interviene sul caso del cemento in arrivo a Cala Finanza. La maggioranza di centrosinistra si sta scontrando col Governo e Cocciu ha un’altra visione della faccenda. “Ci colpisce che esponenti regionali del PD e del M5S galluresi – spiega Cocciu -, denuncino oggi una presunta esautorazione delle competenze urbanistiche regionali da parte del Governo, quando il primo, vero e decisivo passo verso l’attuale situazione è stato compiuto proprio a livello comunale. È un fatto inequivocabile che il Comune di Loiri Porto San Paolo abbia accolto con favore l’arrivo degli investitori, accompagnando, su richiesta della proprietà, la trasformazione dell’area da zona H a zona F turistica. Ed è esattamente lì che il Comune spalanca il “portone”, perché quel cambio di destinazione d’uso non è un atto tecnico neutro, ma una scelta politica precisa, consapevole, che imprime una direzione chiara e difficilmente reversibile”.

L’errore secondo Forza Italia

“Se davvero si fosse voluto impedire qualsiasi intervento, quella classificazione sarebbe rimasta invariata. Così non è stato, e oggi se ne vedono le conseguenze. Assistiamo invece a una rappresentazione singolare. Sui giornali e sui social si manifesta contrarietà. Mentre nei fatti il Comune ha costruito il presupposto stesso dell’intervento e questa è una posizione politica che mostra molta l’ambivalenza ed incoerenza politica. Neppure il vincolo sull’assenza di cubature può essere raccontato come una barriera. Anzi ha rappresentato il grimaldello per l’attivazione di procedure statali, aprendo ulteriori margini di intervento”.

“Del resto, non è la prima volta che in Gallura lo Stato esercita poteri diretti, basti ricordare la realizzazione della nuova infrastruttura ferroviaria verso l’aeroporto di Olbia, dove il Comune è rimasto sostanzialmente spettatore su decisioni assunte a livello statale. Sarà il confronto politico e la verifica dei fatti a mettere ogni tassello al suo posto, ma sul piano della responsabilità istituzionale un punto resta fermo, chi oggi denuncia, ieri ha creato le condizioni che le hanno rese possibili. E negarlo significa non guardare gli atti amministrativi”.

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