A Luogosanto nasce una struttura d’eccellenza in Sardegna per la disabilità

Aprirà il prossimo mese e sarà gestita da una cooperativa.

A Luogosanto nasce la comunità “L’Albero della Vita”, un aiuto per persone con esigenze specifiche. Il prossimo mese si inaugurerà la comunità che ospiterà persone con disagio e disabilità psichica, sensoriale e motoria.

La struttura potrà accogliere fino a un massimo di otto persone tra i 18 e i 64 anni, incluse nel progetto “Dopo di noi”, e sarà gestita dalla cooperativa sociale “L’Albero della Vita”, dalla quale prende il nome la struttura stessa.

La comunità socio-educativa resterà aperta tutto l’anno senza interruzioni, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Ogni giornata seguirà una routine specifica, con lo scopo di creare i presupposti per far si che ogni giorno gli utenti raggiungano dei piccoli obiettivi.

Gli obiettivi saranno individuati e strutturati dall’equipe educativa e dalla coordinatrice del servizio, Angela Catta. Le varie attività saranno di tipo educativo, ludico, psico-motorio e sociale, e saranno finalizzate al recupero dei livelli di autonomia, di socializzazione e allo sviluppo delle competenze linguistiche.

All’interno della struttura ci sono tre stanze doppie e due stanze singole, comode e accoglienti, diverse aree comuni, verande, spazi verdi e giardino. Un ambiente confortevole che riprende la tipologia delle case di civile abitazione per ricreare quanto più possibile un clima solare e familiare.

“Alla base della nascita della cooperativa ci sono l’integrazione, il rispetto e l’uguaglianza di tutte le persone”, afferma Angela Catta, coordinatrice nonché socia della struttura, insieme al presidente Pasqualino Mannoni, Myriam e Alice Mannoni.

“Cercheremo di collaborare con la cittadinanza di Luogosanto e delle zone limitrofe con lo scopo di inserire gli ospiti in una rete amicale e lavorativa, laddove possibile – prosegue -. Avremo a disposizione un pulmino che servirà ad accompagnare i nostri ospiti alle visite mediche di cui avranno bisogno e anche ad uscite di vario genere”. In Sardegna le strutture di questo genere sono poche. Una carenza che rende l’iniziativa una risorsa ancora più importante per tutto il territorio.

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