L’omicidio di Davide Unida.
Nuovi dettagli emergono nel processo in corso presso la Corte d’assise di Sassari per l’omicidio di Davide Unida, avvenuto a Luras nel luglio 2023. Durante l’udienza del 31 marzo, la madre della vittima ha offerto una testimonianza sofferta, parlando di precedenti minacce prima dell’efferato delitto avvenuto nel centro del paese.
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La donna ha riferito di un episodio in cui l’imputato, Fabio Malu, si sarebbe presentato presso la sua abitazione armato di bastone, minacciando l’intera famiglia della vittima. Nonostante la consapevolezza di una profonda e reciproca ostilità tra i due uomini, alimentata da continue liti e querele, la testimone ha dichiarato di ignorare le origini profonde di tale astio.
L’aggressione violenta.
L’aspetto medico-legale è stato chiarito dal consulente Salvatore Lorenzoni, che ha analizzato la dinamica dell’aggressione fatale compiuta con il tubo di un’aspirapolvere. Sebbene la vittima sia stata raggiunta da diversi colpi agli arti, l’autopsia ha stabilito che la causa del decesso è legata esclusivamente a un unico trauma violentissimo inferto alla base del cranio. Ulteriori testimoni locali hanno confermato il rapporto estremamente conflittuale tra Malu e Unida sfociate poi nella tragedia di luglio 2023. Davide Unida morì in ospedale quattro giorni dopo lo scontro a causa della gravità delle ferite riportate.
Il dibattimento.
Il dibattimento riprenderà il 5 maggio, data in cui è previsto l’esame di Fabio Malu. L’uomo, accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi, avrà l’opportunità di fornire la propria versione per la prima volta dall’inizio del processo. In aula erano presenti sia l’imputato con il proprio legale, sia i parenti della vittima, costituitisi parte civile.
