L’ente Isola era stato soppresso 20 anni fa e la Giunta Solinas voleva vendere il negozio di Porto Cervo.
La I Commissione del Consiglio Regionale ha rinviato la votazione sul disegno di legge 141, che propone di ricostituire l’Isola (Istituto sardo organizzazione lavoro artigiano), un ente soppresso vent’anni fa e che tra gli ultimi atti della Giunta Solinas c’era stata la vendita del negozio di Porto Cervo. Il motivo principale e più urgente è la necessità di salvare il cruciale l’esercizio, ceduto nella scorsa legislatura, il 23 febbraio 2024.
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La decisione è arrivata dopo l’audizione dell’assessore regionale del Turismo, Franco Cuccureddu, che ha illustrato gli obiettivi del DDL e ha ricordato che la ricostituzione dell’ente era uno dei punti cardine del programma della Presidente Alessandra Todde: non solo un ente, ha detto, ma “uno strumento per sostenere economia, identità e promozione internazionale dell’artigianato sardo.”
L’Assessore ha ricordato che l’I.S.O.L.A. è stato soppresso vent’anni fa, evidenziando il rischio di perdere il bagaglio di saperi della tradizione sarda. La chiusura dell’ente, seguita dalla soppressione di “Sardegna Promozione”, ha creato un vuoto, dato che oggi nessun organismo regionale si occupa dell’artigianato artistico.
Cuccureddu ha spiegato che la ricostituzione avverrà in forma “snella”, prevedendo un CDA ridotto e l’impiego di personale interno alla Regione. Tra le priorità assolute c’è il recupero del patrimonio dell’Istituto — archivi, biblioteche, beni e materiali andati in parte dispersi — ricordando che l’Ente era in passato considerato un modello a livello nazionale.
Il negozio.
Il disegno di legge, ha continuato, è stato frutto di un lungo lavoro che ha visto la collaborazione tra tutti gli assessorati coinvolti. Cuccureddu ha sottolineato che è importante approvare il DDL entro due o tre mesi per evitare di perdere l’opportunità di rientrare in possesso del negozio di Porto Cervo, che produceva il 70% del fatturato e che, ha continuato, permetteva di vendere oggetti di alto valore nei mercati internazionali, promuovendo così anche l’immagine della Sardegna.
L’immobile, ceduto dalla Regione nella scorsa legislatura, poiché la procedura non è stata ancora conclusa, l’imprenditore che aveva ottenuto il bene si è reso disponibile a restituire l’immobile alla Regione con una compensazione economica. L’assessore ha anche evidenziato che quel negozio è l’ultimo bene pubblico presente a Porto Cervo, un simbolo e una vetrina strategica per l’artigianato sardo e per la Sardegna. “Senza un intervento legislativo rischiamo di perderlo definitivamente”, ha detto.
Cuccureddu ha poi evidenziato che da anni la Regione investe milioni nel marchio Isola ed è necessario ricostituire l’Istituto, che non è mai stato formalmente chiuso, mantenendo lo stesso marchio. La nuova struttura ha l’obiettivo di aumentare la produzione e le vendite nei negozi Isola, fino al pareggio dei costi.
Nel corso della seduta sono intervenuti Giuseppino Canu (Sinistra Futura), Gianluigi Piano (Pd), Umberto Ticca (Riformatori sardi). Angelo Cocciu (capogruppo di FI) e Fausto Piga (FdI) hanno espresso una posizione molto critica nei confronti della maggioranza.




