A Calangianus e Luras si aggrava la crisi dei medici di famiglia.
A Calangianus e Luras si aggrava la crisi dei medici di famiglia. Dal 1° giugno un ambulatorio ha chiuso i battenti, lasciando senza assistenza circa 1.500 pazienti. La situazione è destinata a peggiorare nei prossimi giorni, con il pensionamento di una seconda dottoressa: altri 1.200 cittadini, in gran parte residenti a Luras, rimarranno privi di riferimento sanitario. Il bilancio totale potrebbe superare i 2.500 pazienti scoperti.
Il sindaco di Calangianus Fabio Albieri è costantemente sollecitato dalla popolazione e a sua volta è in contatto con i vertici dell’Asl Gallura. Tuttavia, al momento, non si profilano soluzioni immediate. Il problema, però, non riguarda soltanto il territorio comunale.
La carenza di medici in Sardegna.
In tutta l’isola mancano all’appello circa 460 medici di base. Alcuni paesi della zona non hanno un presidio da oltre cinque anni. I professionisti tendono a scegliere le città, lasciando scoperti i centri più piccoli. La conseguenza è un sovraccarico del pronto soccorso e un aumento dei ricoveri impropri.
Gli accorgimenti per arginare il problema.
Nei prossimi giorni, la Asl attiverà un ambulatorio Ascot nell’area Calangianus-Luras. Il servizio servirà a garantire l’assistenza di base agli utenti rimasti scoperti dopo l’uscita del dottor Loddo, il cui incarico è cessato da poco. Ma non tutti sono convinti dell’efficacia della misura, soprattutto tra le persone più anziane o con patologie croniche. In tanti, sui social, manifestano dubbi e disagi.
