De André e Dori Ghezzi chiesero la grazia per Vargiu, il rapitore morto per strada a Buddusò

Dal sequestro De André al carcere, dalla richiesta di grazia all’incidente: sulla statale 389 “di Buddusò e del Correboi” è finita la vita del rapitore Salvatore Vargiu. A 82 anni ha perso il controllo della sua Mitsubishi Pajero, l’auto è finita contro un muretto e si è ribaltata: per l’allevatore di Pattada non c’è stato scampo. Quando l’amata Sardegna tradì Fabrizio De André e lo tenne nascosto nella macchia assieme a Dori Ghezzi, Vargiu era lì.

Nella gestione del rapimento ha avuto un ruolo di primo piano, almeno sul piano personale coi due ostaggi. Era il vivandiere dalla banda, uno degli incappucciati con cui i due prestigiosi ospiti dell’Hotel Supramonte aveva un rapporto più stretto. Quando buona parte della banda di sequestratori è finita alla sbarra sono arrivate le condanne: per Vargiu la sentenza fu un quarto di secolo. Troppo anche secondo i due ostaggi.

Alcuni dei rapitori avevano mantenuto un rapporto umano col cantautore genovese innamorato della Gallura e in tanti, quando son finiti in cella, hanno provato a chiedere perdono. Fabrizio De André superò il trauma del tradimento e confermò il suo amore per l’Isola. Poi, con la sua predisposizione naturale verso gli ultimi e gli oppressi, arrivò a comprendere le dinamiche del mondo dei sequestri. Ma non per tutti arrivò il ramoscello d’ulivo, la maggior parte delle richieste ruffiane e tardive vennero rispedite al mittente. Non quella di Vargiu, per il loro rapitore Fabrizio De André e Dori Ghezzi firmarono la richiesta di grazia. Dopo il rapimento e la condanna a 25 anni, sulla strada per Buddusò, per lui è arrivata la grazia. Quella eterna.

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