In Gallura ancora evidenti i segni dell’abbandono della Nato e degli Usa
In Gallura, la presenza degli Stati Uniti e della Nato non è mai davvero scomparsa: i segni e i ricordi sono ancora vivi. Anche oggi, mentre si parla di possibili cambiamenti nella presenza militare degli Usa in Europa, la Sardegna torna al centro del dibattito. Per una storia fatta di basi, radar e territori segnati dalla presenza militare.
Dal Limbara a La Maddalena
Sul Monte Limbara restano ancora visibili i segni (e l’abbandono) di una stagione ormai conclusa. Nel 1993 la Nato abbandonò le strutture presenti sulla vetta. Oggi sono in stato di degrado. La struttura faceva parte dell’impianto di comunicazioni della Nato ma era gestita direttamente dall’Usaf (United States Air Force), l’Aeronautica militare degli Stati Uniti. Macerie e rottami ornano la parte alta del monte simbolo della Gallura, in territorio di Tempio.
Pochi anni dopo, nel 2008, fu chiusa la base statunitense a La Maddalena. Una presenza strategica e impegnativa per decenni, poi interrotta con l’abbandono delle strutture. Il villaggio che si affaccia sulla Corsica dopo inutili passaggi di mano è fantasma. Dove c’era la centrale operativa della base ora ci sono negozi e alloggi per turisati.ma ci sono altri spazi rimasti inutilizzati Due esempi che mostrano come le scelte geopolitiche possano cambiare rapidamente, lasciando però effetti duraturi sul territorio.
I poligoni militari in funzione
Oggi la presenza della Nato in Sardegna passa soprattutto attraverso i poligoni militari. Nonostante si trovino nell’isola sono strutture dello Stato italiano, utilizzate regolarmente da Stati Uniti e Paesi alleati.
I principali sono tre. Il poligono interforze del Salto di Quirra, tra Ogliastra e Sarrabus, uno dei più grandi d’Europa. Qui si svolgono test e lanci missilistici. Poi il poligono di Capo Teulada, nel sudovest dell’Isola, nato negli anni Cinquanta proprio in ambito Nato e ancora oggi usato per esercitazioni terrestri e anfibie . Infine Capo Frasca, nell’Oristanese, utilizzato per addestramenti aerei e tiri a fuoco, spesso con la partecipazione di forze Nato, tra cui Stati Uniti e altri Paesi europei. Queste aree occupano migliaia di ettari e includono anche tratti di mare. In Sardegna si concentra la quota più alta di servitù militari italiane. Una presenza che incide su ambiente, economia e accesso al territori.
In questo quadro, le ipotesi di un ridimensionamento degli Stati Uniti in Europa non cambiano un dato di fondo. Anche senza basi permanenti, la Sardegna per la sua posizione nel Mediterraneo resta centrale per la Nato. Le esercitazioni continuano. I poligoni restano attivi. Le prove di guerra si fanno in casa.
