Gatto ucciso dal cane, il comico Giuseppe Masia va a processo

Giuseppe Masia, cane

Va a processo il comico Giuseppe Masia.

Resta aperto il caso che coinvolge il cabarettista Giuseppe Masia, al centro di un’indagine per presunti maltrattamenti di animali. È stato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tempio a stabilire che il fascicolo non debba essere archiviato, come invece richiesto dalla Procura gallurese, ordinando l’imputazione coatta dell’indagato. Ora, l’ufficio del pubblico ministero ha dieci giorni di tempo per formulare formalmente le accuse.

I fatti contestati risalgono al giugno 2023 e sono avvenuti a Olbia, dove Masia risiede. A denunciarlo è stato un vicino di casa, che ha attribuito al cane del comico la responsabilità della morte del proprio gatto. Secondo quanto sostenuto dal denunciante, non solo l’aggressione sarebbe partita dall’animale di Masia, ma quest’ultimo avrebbe addirittura incitato il cane ad attaccare. A confermare questa versione ci sarebbe anche una testimonianza diretta.

La Procura aveva inizialmente chiesto l’archiviazione, motivandola con la “tenuità del fatto”. Una valutazione rifiutata dal gip, che nella sua ordinanza ha parlato di una condotta “gratuita e crudele”, sottolineando il forte impatto emotivo dell’episodio, considerato che il gatto era particolarmente caro al figlio del denunciante. Masia ha sempre negato qualsiasi forma di incitamento all’aggressione, sostenendo l’estraneità rispetto alla dinamica denunciata. L’opposizione all’archiviazione, presentata per conto del proprietario del gatto, ha avuto quindi esito favorevole, riportando il caso all’attenzione della magistratura.

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