La vicenda di Gianluca Vacchi in tribunale a Tempio.
Oggi, 26 ottobre, a Tempio Pausania, si è svolta l’udienza per la vicenda di Gianluca Vacchi, sul presunto ammanco nei conti della sua villa di Porto Cervo. L’imprenditore e influencer ha testimoniato nel processo che lo vede come parte offesa contro un ex dipendente di Olbia, durante il quale ha dichiarato che non conosce i dettagli dei movimenti finanziari della residenza. Nei suoi conti ci sarebbe un buco di un milione di euro.
Olbiese a processo.
Sul banco degli imputati siede Pietro Oliva, ex collaboratore domestico di Olbia che per anni aveva lavorato alle sue dipendenze insieme alla moglie, deceduta poco tempo fa. Anche lei era indagata sulla medesima vicenda e la sua posizione si è estinta a causa della scomparsa. L’imputato resta dunque uno solo e deve rispondere di appropriazione indebita aggravata dall’abuso di prestazione d’opera e di autoriciclaggio. L’accusa infatti è quella di aver sottratto il denaro dai conti personali per trasferirlo su altri depositi bancari. Una tesi costantemente respinta dai suoi difensori, gli avvocati Domenico Putzolu e Maria Caterina Pisano, i quali sostengono la totale infondatezza delle contestazioni mosse dalla Procura.
Vacchi conferma il presunto ammanco.
Nel corso della sua deposizione, Vacchi ha sostanzialmente confermato la voragine finanziaria contestata all’imputato. Tuttavia non si è mai occupato direttamente della gestione dei fondi necessari per le spese domestiche. Per le medesime ragioni, l’imprenditore ha ammesso di non conoscere né le somme complessive disponibili né i flussi di denaro transitati sul conto della villa, delegando ogni incombenza a una terza persona di sua assoluta fiducia incaricata di gestire i pagamenti e di supervisionare i collaboratori domestici, tra cui lo stesso Oliva.
Chi ha scoperto il presunto ammanco.
Il buco milionario era stato scoperto quasi per caso. Era nato tutto da una causa civile promossa da Oliva contro Vacchi per avere 700mila euro di stipendi arretrati. Quel primo giudice aveva detto di no, e ora la causa è in appello. Ed è stato proprio controllando quei conti che è emerso il presunto furto milionario. Nel processo penale di Tempio, Gianluca Vacchi si è costituito parte civile con l’avvocato Gino Bottiglioni.
