Lutto in Gallura per la scomparsa del maestro Giovanni Maria Pasella

Addio a Giovanni Maria Pasella.

La Sardegna intera si stringe nel dolore per la scomparsa improvvisa di Giovanni Maria Pasella, maestro del coro polifonico della Cattedrale di San Pietro Apostolo a Tempio Pausania. La notizia della sua morte, avvenuta a causa di complicanze polmonari presso l’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, ha lasciato un vuoto profondo nella comunità tempiese e nel mondo della musica sacra gallurese.

Originario di Calangianus, ma profondamente legato a Tempio Pausania, Pasella era una figura di riferimento per la cultura locale. La sua passione per la musica e la dedizione assoluta al lavoro lo avevano reso un maestro amato e rispettato. Chi lo ha conosciuto ricorda la sua precisione e la solerzia con cui chiedeva sempre il massimo, ma anche la sua infinita sensibilità, che si manifestava sia nell’esecuzione delle opere sacre sia nel rapporto con i suoi coristi.

Dopo un percorso formativo d’eccellenza che lo aveva visto studiare nei conservatori di Bologna e Sassari, Pasella aveva saputo unire tecnica e interpretazione, diventando un raffinato interprete della musica sacra e polifonica. La sua ultima esibizione risale alla Santa Messa di Natale, un momento che ora assume un significato ancora più profondo e struggente.

Un messaggio che è un testamento spirituale
Pochi giorni prima della sua scomparsa, in occasione delle festività natalizie, il maestro aveva lasciato sui social un messaggio che oggi suona come un lascito spirituale. Non erano semplici auguri di Natale, ma un invito alla solidarietà, alla riflessione e all’azione concreta per il bene comune:
“Proviamo a trasformare i nostri auguri in personale impegno […] ad offrire un po’ di compagnia a chi è solo e a chi necessita di qualche beneficio […] Auguriamo a chi è benestante di rendersi utile per riempire quei vuoti che la società continua a trascurare.”

In queste parole risuona tutta la sua umanità, il suo sguardo profondo verso le ingiustizie e il desiderio di un mondo più giusto e solidale. I tempiesi non dimenticheranno mai il suo contributo alla cultura liturgica e musicale della città. Pasella non era solo un maestro di coro, ma un educatore che sapeva trasmettere valori e passione. I suoi coristi, anche i più giovani, ricordano l’entusiasmo con cui dirigeva, la sua dedizione e l’umanità che traspariva in ogni gesto.

Mentre la notizia si diffonde, sui social si moltiplicano le manifestazioni di stima, affetto e dolore per la prematura scomparsa. La sua perdita lascia un vuoto non solo tra i familiari – la moglie Maria Antonietta e i figli, a cui va l’abbraccio della comunità – ma anche tra tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, lavorare con lui o ascoltarlo dirigere. Nel silenzio che segue la sua assenza, le sue parole, la sua musica e il suo esempio continuano a risuonare. Giovanni Maria Pasella ci ha insegnato che la musica è più di un’arte: è una forma di condivisione, una strada per toccare le corde più profonde dell’animo umano.

Tempio Pausania, Calangianus e la Gallura tutta si preparano a rendergli omaggio durante le esequie, che saranno un momento non solo di dolore, ma anche di riconoscenza per tutto ciò che ha donato alla sua terra e alla sua gente.

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