Il caso della morte di Giuseppe Mannoni.
Sono emersi nuovi elementi sulla morte di Giuseppe Mannoni in un parcheggio a Baja Sardinia nel 2024 . Da quel grave incidente sono emersi recentemente dettagli agghiaccianti dagli atti dell’inchiesta. Il 28enne di Thiesi, era morto tragicamente in un parcheggio davanti a un locale della frazione di Arzachena cadendo sull’asfalto e battendo la testa. Trauma cranico che si è rivelato fatale per il giovane.
Cosa è emerso.
Dall’inchiesta sulla tragica scomparsa di Mannoni è emerso che il ragazzo ha pagato con la vita un semplice e generoso gesto di pace, intervenuto solo per placare un’assurda lite scoppiata tra i suoi compagni di vacanza. Stando a quanto riporta il quotidiano L’Unione Sarda, tutto inizia quando un gruppo di giovani ha cominciato a litigare dopo la cena in un ristorante di Baja Sardinia. All’origine della discussione ci sarebbe stato il conto del locale pagato “alla romana”. Questa decisione non era piaciuta ad alcuni del gruppo. La discussione è degenerata tra tre coeranei tedeschi e Mannoni che era intervenuto per sedare la lite.
La violenta lite.
Al momento di dividere il conto, uno dei ragazzi ha contestato di aver pagato la stessa quota pur avendo consumato meno, innescando un battibecco a cui la vittima non ha neanche preso parte. Le tensioni e le provocazioni sono poi proseguite durante la serata fino al parcheggio di una discoteca, dove due dei presenti sono arrivati a lanciarsi bicchieri e a cercarsi per uno scontro fisico. Qui ci sarebbe stato l’intervento del giovane morto.
Nel tentativo di fare da scudo e separare i contendenti, Giuseppe è stato raggiunto da un pugno sferrato dal ventottenne residente a Berlino Arthur Shendrik. Il colpo lo ha fatto cadere a terra, facendogli battere violentemente la testa. Per la pm di Tempio Pausania Noemi Mancini, che ha coordinato le indagini dei carabinieri avvalendosi di rogatorie all’estero per ascoltare i testimoni, quel trauma cranico è stato fatale. Con la conclusione delle indagini, Shendrik, assistito dall’avvocato Luca Montella, deve ora rispondere dell’accusa di omicidio preterintenzionale, mentre i familiari della vittima si sono affidati ai legali Nicola Satta e Sergio Milia per ottenere giustizia per una vita spezzata in modo assurdo.
