Green pass obbligatorio per scuole, università ed Rsa. Slitta per ristoranti, bar, palestre: “Siamo favorevoli”

L’obbligo del Green Pass.

Oggi il governo ha deciso di convertire in legge l’estensione della certificazione per i lavoratori della scuola, dell’università e le Rsa. Per questa ultima categoria, l’obbligo vaccinale scatta dal 10 ottobre per i lavoratori.

Slitta, invece, alla prossima settimana la norma sull’obbligo al green pass per i ristoratori, personale in cinema e teatri e gli istruttori sportivi. Quello della ristorazione, che rappresenta uno dei settori più colpiti dalla pandemia, ma anche il più rappresentativo dell’economia in Gallura, con tantissimi lavoratori occupati, è il comparto che si dichiara favorevole all’obbligo del certificato verde.

L’opinione dei bar e ristoranti.

“Secondo me è giusto che se i clienti sono obbligati ad avere il green pass lo abbia anche il personale – commenta Gavino De Candia, titolare del ristorante di Olbia La Palma -. Certamente, non giudico chi la pensa diversamente, ma credo dobbiamo uscire da questa situazione anche perché siamo stati la categoria più penalizzata”. Della stessa opinione è anche il titolare del bar Akenta di Arzachena Agostino Vargiu. “Noi ci siamo vaccinati tutti – dichiara -, quindi non è un problema l’obbligo del green pass. Non penso che renderlo obbligatorio sia comunque un limite per chi lavora in questo settore, anzi, vaccinarsi è l’unica soluzione per uscire da questa pandemia e non chiudere più”. “Il green pass? L’ho sempre chiesto anche al personale – dichiara Gesuino Dessena, proprietario del ristorante di Olbia Trocadero -, non assumerei mai chi non è vaccinato, anche perché una sola persona può contagiare e vaccinarsi, dunque non assumerei mai chi non possiede il certificato”.

“Partendo dal presupposto che io sono un salutista come chiunque pratica sport – dice Angelo Mazza, proprietario della palestra di Olbia Body Control Club -, l’idea del vaccino non mi è mai piaciuta. Ho dovuto farlo per senso di responsabilità civica e ho chiesto ai miei collaboratori di fare lo stesso. Il problema lo vedo più per quanto riguarda gli iscritti. Noto un rallentamento delle iscrizioni rispetto agli altri anni, soprattutto per i corsi di danza delle bambine, e potrebbe essere anche a causa del green pass”.

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