Guido Rombi, lo storico che ama la Gallura: “Prediligo i gioielli nascosti”

Parla lo storico e bibliotecario Guido Rombi

“Storico? Si, ma prediligo i gioielli nascosti”, il bibliotecario Guido Rombi rievoca nel nuovo libro storie della vecchia Gallura.

Parla Guido Rombi

Ha studiato a Milano, ma ha sempre avuto il cuore in Sardegna. Ha costruito un sito, “GalluraTour“, celebrato fra gli addetti ai lavori. Passa le giornate in biblioteca, ma adora le passeggiate a Monti di Mola.
Fluviale, torrenziale, inarrestabile Guido Rombi… 60enne da Tempio, ma non li dimostra. Quando insegue una storia della vecchia Sardegna, è capace di trascorrere nottate insonni: fin quando non ha scovato “la” notizia.
È un fatto che Guido Rombi ricorda molto da vicino una valanga: “Stavolta si tratta di una chicca, un’avventura in pieno Ottocento: non potevo lasciarla lì a morire dimenticata”. Insomma, fra un aneddoto e l’altro (tutti rigorosamente veri, tutti rigorosamente inediti) calcolate almeno un’oretta di tempo. Ci vuol pazienza.

Siamo curiosissimi.
“Questa vicenda è tutta giocata fra Tempio e Olbia. È la storia di Martino Tamponi, commerciante nato nel 1816 e impegnato politicamente: l’avo dell’archeologo Pietro Tamponi, e della famiglia che ancora oggi abita in via Principe Umberto. Un liberale ante litteram, potremmo dire oggi, che trepida per le riforme del re Carlo Alberto di Savoia e invoca la Costituzione”.

E quindi?
“Dà fastidio ai reazionari, ai “benpensanti”, e per via delle sue idee, si becca una coltellata in pieno centro a Tempio, insieme all’amico Bernardino Dadea. Siamo quasi nel 1848: i due scappano a Torino, la capitale, Tamponi ritorna in Sardegna, ma decide di stabilirsi a Terranova”.

Insomma, vive nell’Ottocento sardo. Siamo nel 2026…
” Qui sta l’errore. Per capire il presente bisogna interpretare il passato. Leggendo e scavando fra libri e archivi, ti rendi conto che la cosiddetta “rivalità fra Terranova e Tempio, era già superata due secoli fa. Tempio città intellettuale, Olbia città dei commerci”.

Proprio come oggi, insomma.
“Non direi. Certo i due paesi si confrontavano, si scambiavano informazioni.”

Quando esce il nuovo libro?
“Non ho la data esatta, potrebbe essere la prossima estate. Non sarà la storia della famiglia Tamponi: ho in mente un’altra cosa. Sarà una storia della Sardegna raccontata dalle pagine dei grandi giornali. Una miniera, da cui vengono fuori veri smeraldi “.

E la Costa Smeralda?
“Non esisteva. Esisteva un luogo un po’ sperduto, chiamato Monti di Mola, popolato solo da contrabbandieri e banditi corsi. Credo che l’abbia raccontato al meglio De André, con le sue canzoni”.

Libri, articoli, commenti e interventi, in 30 anni di attività. Il miglior storico sardo?
“Guido Melis, anche se forse non è uno storico puro”.

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