Il carcere di Nuchis festeggia la prima laurea a distanza di un suo detenuto

La laurea ad un detenuto del carcere.

Il 3 giugno 2020 è una data che sarà ricordata a lungo tra gli addetti ai lavori e gli studenti universitari in regime di detenzione in Sardegna. Quella mattina è stata celebrata la prima laurea a distanza del Polo universitario penitenziario dell’Università di Sassari. Un collegamento telematico tra la commissione a Sassari e il candidato nel carcere di Tempio-Nuchis ha consentito lo svolgimento di una sessione di laurea in Scienze della politica e dell’amministrazione. Il candidato ha discusso una tesi sulla nascita ed evoluzione del movimento femminista.

“Questa laurea è un traguardo non solo per lo studente – afferma il delegato rettorale per il PUP-Polo Universitario Penitenziario Emmanuele Farris – ma per tutte le persone dell’Università di Sassari e dell’amministrazione Penitenziaria che hanno reso possibile tutto ciò”. Gli istituti penitenziari che afferiscono al nostro PUP (Alghero, Nuoro, Sassari e Tempio) sono stati tra i primi in Italia a reagire positivamente in seguito alle restrizioni derivanti dalla pandemia. La Casa di Reclusione di Tempio Pausania è stato l’unico istituto penitenziario italiano ad avere tutti gli indicatori sulla didattica universitaria positivi già ad aprile.

Da maggio, i quattro istituti garantiscono collegamenti a distanza (iniziando dal carcere di Alghero che ha fatto da apripista nel contesto regionale), esami sia scritti sia orali, fornitura regolare dei materiali di studio e comunicazioni costanti tra docenti e studenti. 

In questo panorama si è distinto il carcere di Tempio, riservato esclusivamente all’alta sicurezza: rispetto ad una media nazionale dell’1,5%, a Tempio studia all’Università il 17,3% dei detenuti. La media complessiva del Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Sassari, nei quattro istituti in cui opera, è del 5%. Uno staff di 15 docenti referenti, 15 amministrativi, un delegato, una segreteria, 20 tutor segue costantemente oltre 60 studenti detenuti in stretta collaborazione con le direzioni e i funzionari giuridico-pedagogici dei quattro istituti. Il partenariato con l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario ERSU Sassari garantisce risorse preziose per l’acquisto di materiali di studio: un mese fa, appena le restrizioni sono state allentate, sono stati consegnati 70 libri nei quattro istituti.

“Gli studenti detenuti del futuro – spiega il rettore Massimo Carpinelli che ha fortemente sostenuto questo progetto – studieranno in un contesto molto più tecnologico dell’attuale. L’esperienza pandemica ci ha insegnato che le tecnologie aiutano a resistere alle difficoltà, e noi speriamo che le conquiste della didattica a distanza e della dematerializzazione, che hanno reso possibile la discussione di questa tesi di laurea, diventino un punto fermo e irrinunciabile della didattica universitaria rivolta a categorie di studenti con esigenze speciali come sono i detenuti”.

La laurea discussa a Nuchis il 3 giugno è stata quindi il punto di partenza di un nuovo percorso del Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Sassari, che mira a migliorare la qualità dei suoi servizi portando direttamente in carcere le risorse informatiche dell’ateneo, il sistema di gestione delle carriere studenti, le piattaforme e i materiali e-learning. “Ma l’aspetto umano rimarrà sempre centrale nel processo di apprendimento – precisano i docenti che hanno seguito lo studente fino alla laurea – al centro c’è e ci sarà sempre la persona”.

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