Inchiesta su possibili scarichi inquinanti nel Golfo di Olbia

Golfo Olbia

Gli scarichi inquinanti nel Golfo di Olbia.

La Procura di Tempio ha avviato un’indagine sul Golfo di Olbia per verificare possibili casi di contaminazione delle acque, affidando le indagini ai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico e agli esperti di Arpa Sardegna. Il procedimento, coordinato dal sostituto procuratore Mauro Lavra, prende spunto da alcune segnalazioni relative alla qualità delle acque reflue scaricate da depuratori e imprese situate nella zona industriale, in particolare nell’area di Cala Saccaia.

Sebbene dagli uffici giudiziari non emergano dettagli sulle attività in corso o sui risultati delle analisi effettuate, fonti informate riferiscono che sono state condotte riunioni operative tra magistratura, forze dell’ordine, Arpa e consulenti tecnici. È stata inoltre elaborata una mappatura del Golfo con gli impianti da monitorare. Nonostante nel corso degli anni sia stata registrata una generale riduzione dell’inquinamento, alcune zone presentano ancora valori anomali di Escherichia coli e metalli pesanti, condizioni considerate inaccettabili.

L’attenzione sul Golfo di Olbia si protrae da almeno 5 anni, anche grazie alle segnalazioni di privati come il Consorzio dei mitilicoltori, che ha fornito dati sulla qualità delle acque nei pressi di Cocciani. Episodi di alti livelli di inquinamento hanno provocato sospensioni nella raccolta delle cozze, causando gravi danni economici. In risposta, Abbanoa ha effettuato significativi investimenti per migliorare il sistema depurativo, pur segnalando in passato fonti di inquinamento non riconducibili a guasti degli impianti.

Condividi l'articolo