I dati sul turismo extralberghiero in Sardegna.
È la Gallura a guidare la crescita del turismo extralberghiero sardo. Secondo un’analisi dell’osservatorio Extra, la crescita è maggiore ad Arzachena, che registra un balzo del 10,31% del fatturato con una tariffa media giornaliera che supera i 424 euro. La seconda località è Budoni, dove cresce del 10%, seguita da Golfo Aranci del 9,68%, Olbia del 5,34% e San Teodoro del 4,60%. L’unica nota stonata è Santa Teresa Gallura, in lieve flessione del 5,56%.
Sul fronte Nord Ovest, Alghero segna +13,41% di ricavi e +8,33% di notti vendute, Stintino +13,79% e Sassari mantiene un passo moderato. Castelsardo, nonostante una contrazione dell’8,59% nelle presenze, riesce a crescere del 5,88% in valore grazie a una strategia tariffaria mirata.
Il quadro regionale.
Il quadro regionale conferma la solidità del comparto. A luglio, l’ospitalità extralberghiera in Sardegna ha generato 132 milioni di euro di fatturato, con 638.454 notti prenotate in 36.978 strutture. Le presenze calano leggermente (–0,68% rispetto al 2024), ma i ricavi salgono del 4,39%, spinti da un ADR medio di 207 euro (+5,11%). La fascia medio-alta del mercato consolida la propria leadership, con oltre il 60% del fatturato proveniente da Upscale e Luxury, mentre il segmento Budget crolla (–12,73% di notti) e l’Economy arretra del 7%.
La permanenza media è di 4,8 notti, ma il comportamento dei viaggiatori è polarizzato: il 31,9% prenota con oltre tre mesi di anticipo, mentre il 24,6% sceglie il last minute entro sei giorni dall’arrivo. Guardando all’outlook, agosto si preannuncia stabile o in lieve calo (–4,7%), settembre in forte crescita (+8,5%) e ottobre in accelerazione (+13,3%), confermando la spinta verso la destagionalizzazione.
La crescita di Luglio.
Luglio 2025 segna così un turismo sardo sempre più orientato alla qualità e all’esperienza, capace di crescere in valore anche a volumi stabili, con il Nord a fare da locomotiva e il resto dell’isola chiamato a intercettare questa evoluzione.
