L’influencer Enrico Rizzi in una scuola di Tempio, protesta la Lega
Il deputato della Lega Dario Giagoni contro una scuola di Tempio che ha invitato l’animalista Rizzi per parlare con gli studenti. Enrico Rizzi è un personaggio del web che ama finire al centro delle polemiche e se oggi a Cagliari ha incontrato i suoi “fan” in piazza, ieri lo ha fatto in ben altro contesto. “Grazie di cuore a tutto il fantastico personale dell’Istituto Scolastico Don Gavino Pes di Tempio Pausania (Sassari) per avermi accolto e dato la possibilità di parlare ad oltre 150 giovani sull’importanza di rispettare la vita degli animali – così ha commentato su Facebook -. E grazie anche per avermi fatto trovare un rinfresco totalmente vegano. È bello sapere che esistono insegnanti con sani valori e principi“.
L’attacco di Giagoni
Le crociate dell’influencer contro il mondo degli allevatori e dei pastori non sono proprio amate dagli addetti ai lavori. Nemmeno dal deputato leghista Dario Giagoni che attacca la scuola e difende i pastori. “È inaccettabile che l’Istituto Don Gavino Pes di Tempio Pausania abbia invitato Enrico Rizzi, attivista animalista a parlare di allevamenti e di benessere animale – tuona il parlamentare sardo del Carroccio -. Nonostante la sua carriera da influencer con una forte presenza online, non ha le qualifiche per trattare temi scientifici. Anziché fare propaganda ideologica si sarebbe dovuto organizzare un dibattito basato su conoscenze scientifiche e realtà locali, riunendo intorno a un tavolo esperti, pastori, veterinari, agronomi, studiosi di centri d’eccellenza, come la facoltà di Agraria e Veterinaria dell’Università di Sassari. Gli allevamenti sardi sono modelli di sostenibilità, fondamentali per l’equilibrio ecologico e l’economia del territorio”.
“In questo incontro, invece, c’è stato un ospite che promuove l’idea di distruggere gli allevamenti e le nostre radici. I pastori sardi non sono nemici, ma custodi di una tradizione che va preservata. Gli estremismi ambientali, purtroppo, non si concentrano realmente sul benessere degli animali, ma piuttosto alimentano ideologie che rischiano di compromettere l’equilibrio sociale e culturale. Questi movimenti, spesso privi di basi scientifiche, puntano alla distruzione di settori economici vitali senza proporre soluzioni pratiche o sostenibili”.
“Al contrario, il Parlamento ha recentemente inasprito le pene e le sanzioni contro chi maltratta gli animali, facendo passi concreti per tutelare il loro benessere in modo equilibrato, rispettando le tradizioni locali e la sostenibilità ambientale. Questo dimostra un impegno reale per la protezione degli animali, differenziandosi dalle proposte radicali che rischiano solo di creare danni.
Invitiamo la scuola e la comunità educativa a riflettere sulle proprie scelte, difendendo la qualità dell’educazione e la nostra cultura. La scuola deve essere un luogo di conoscenza, non un terreno fertile per pura propaganda ideologica”.
