La lunga attesa è finita, a Olbia è il grande giorno di Vasco Rossi

La lunga attesa è finita, a Olbia è il grande giorno di Vasco Rossi

L’attesa per il concerto di Vasco Rossi a Olbia.

C’è chi è arrivato questa mattina, chi da qualche giorno e chi addirittura da inizio settimana. Davanti all’arena che questa sera e domani ospiterà il doppio appuntamento con Vasco Rossi, è già iniziata la festa. Circa 150 tende, tutte uguali e disposte ordinatamente nelle aree consentite, raccontano una passione che va ben oltre le poche ore di uno spettacolo. Dentro quelle piccole tende ci sono storie, sacrifici, viaggi lunghi centinaia di chilometri e soprattutto un unico grande denominatore comune: l’amore per Vasco.

Tra i primi della fila c’è Roberto, arrivato da Maracalagonis. Il suo obiettivo è chiaro: conquistare il posto più vicino possibile al palco. “Sono qui per cercare il posto migliore davanti a Vasco. Sono organizzato così, senza tenda. Fa molto caldo, ma c’è anche un po’ di venticello che aiuta. Entrerò entrambe le serate, il 12 e il 13″. La fatica dell’attesa sembra non pesare quando all’orizzonte ci sono due notti di musica con il Blasco.

L’attesa è diventata quasi una piccola comunità. Un fan arrivato dal Piemonte racconta come il popolo di Vasco si sia radunato con largo anticipo: “C’è gente che è arrivata martedì, alcuni ieri e altri oggi. Io sono venuto per assistere a uno dei suoi ultimi concerti“. Un pensiero che ricorre spesso tra gli appassionati: la consapevolezza che ogni concerto possa essere un’occasione speciale da vivere intensamente.

Dalla Sardegna sono arrivati in tanti. Un gruppo di amici di Sennori ha montato la tenda già da martedì. “Seguiamo Vasco da tanti anni e non vediamo l’ora di vedere il concerto”, raccontano sorridendo. Giorni di attesa che per loro fanno parte dell’esperienza tanto quanto lo spettacolo stesso.

C’è anche chi ha trasformato il concerto in una vera e propria vacanza. Un gruppo arrivato dalla Toscana è giunto all’alba e si prepara a vivere diversi giorni in città. “Questo è il nostro terzo concerto di questo tour. Siamo stati anche a Bari e saremo a Ferrara. Qui ci fermiamo quattro giorni, per ora non andiamo via”, spiegano.

Tra le testimonianze più significative c’è quella di Marco, arrivato da Carpi, in provincia di Modena, con il suo camper. Segue Vasco dal 1996 e in questi quasi trent’anni il rapporto con il rocker di Zocca è diventato qualcosa di più di una semplice passione musicale. “Per me Vasco è un pezzo della mia vita – racconta -. Mi piace perché riesce a raccontare la vita passata, presente e futura. Già quarant’anni fa nelle sue canzoni aveva intuito come sarebbe andato il mondo. Oggi viviamo tempi difficili, pieni di guerre e tristezza, mentre la musica riesce a regalare almeno un momento di sorriso”.

Poi il suo pensiero si allarga oltre il concerto: “Vorrei dare uno slogan a tutto il mondo: è meglio fare l’amore, perché l’amore è segno di crescita, mentre la guerra è segno di distruzione. Dove c’è musica e dove ci sono sorrisi c’è crescita”. Marco è arrivato alle 10 del mattino, ma guarda già al giorno successivo: “Oggi ci sono circa 150 tende, domani mattina saranno il doppio”.

Ed è forse proprio questa l’immagine che meglio racconta l’atmosfera che si respira davanti all’arena: una città nella città, fatta di tende, sedie da campeggio, chiacchiere all’ombra della sopraelevata e amicizie che nascono. Fan storici e giovani appassionati condividono la stessa attesa, accomunati dalla voglia di cantare a squarciagola le canzoni che hanno accompagnato intere generazioni.

Mancano poche ore all’accensione delle luci sul palco, ma per molti il concerto è già iniziato da giorni. E osservando quei volti sorridenti, nonostante il caldo e le lunghe ore di attesa, si capisce che il vero spettacolo è anche qui, tra le tende e l’entusiasmo di chi continua a percorrere centinaia di chilometri per vivere, ancora una volta, la magia di Vasco Rossi.

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