Un maestro di arti marziali e l’impegno contro il bullismo a Olbia
A Olbia le arti marziali vengono sfruttate per contrastare il bullismo, ecco l’esempio del maestro Luigi Sarigu. Non ama parlare davanti a una videocamera, lo dice apertamente. Preferisce il tatami, il silenzio dell’allenamento, la disciplina che passa dal corpo prima ancora che dalle parole. Eppure, nei giorni scorsi, Luigi Sarigu ha deciso di “metterci la faccia” e affidare ai social una riflessione personale sul bullismo, sull’educazione e sul valore profondo delle arti marziali. Un breve video, essenziale, senza effetti né slogan, che ha riportato l’attenzione su un percorso iniziato quasi trent’anni fa.
Sarigu pratica Ju Jitsu tradizionale giapponese dal 1996. Aveva dieci anni quando il padre, accorgendosi che il figlio subiva episodi di bullismo , decise di iscriverlo a una palestra. Un gesto semplice, ma destinato a segnare la sua vita. L’incontro con il Ju Jitsu – nella scuola del maestro Luigi Emilio D’Errico, cintura nera 4° dan – diventa presto qualcosa di più di uno sport: una scuola di autocontrollo, rispetto, gestione delle emozioni.
«Grazie all’arte marziale ho imparato a controllare la rabbia, a rispettare gli altri, a non scappare davanti alle difficoltà», racconta. Un insegnamento che Sarigu porterà avanti per anni, tra allenamenti e competizioni, vincendo titoli regionali e interregionali, partecipando a trofei nazionali e arrivando ad allenarsi con il maestro della Nazionale italiana.
Dalla pratica all’insegnamento
Dopo diciassette anni di pratica apre la sua prima palestra dove affianca all’insegnamento marziale anche il fitness e il body building. Negli ultimi anni Sarigu si è avvicinato anche alla kickboxing e alle MMA, senza mai rinnegare la disciplina “madre”. «All’inizio mi sembrava quasi di tradire il Ju Jitsu – spiega – poi ho capito che stavo solo ampliando il mio sapere». Nel 2024 consegue il 3° dan di Ju Jitsu e nel 2025 ottiene la qualifica di allenatore di kickboxing.
A fine 2025, insieme alla moglie e allieva Giusi Ruzzettu, apre una nuova scuola a Olbia, in via Edmondo De Amicis 20/A: uno spazio dove si praticano Ju Jitsu, kickboxing, MMA e corsi di difesa personale femminile .
Il tema del bullismo, nel suo racconto, è affrontato con sobrietà. «Portare un bambino o un adolescente a fare arti marziali non significa renderlo violento – sottolinea – ma aiutarlo a diventare più forte dentro ». Le arti marziali, sottolinea, aiutano a sviluppare autocontrollo, resilienza e consapevolezza di sé. Affrontare una caduta, una proiezione, una sconfitta controllata sul tatami diventa un allenamento emotivo che prepara ad affrontare le difficoltà della vita reale.
Proprio per questo, introdurre i più giovani a una disciplina marziale può rappresentare un investimento educativo a lungo termine, riconosciuto anche da psicologi ed educatori come valido strumento di prevenzione del disagio.




