Olbia, mamma attende da quasi un anno l’invalidità per il figlio

poliambulatorio san giovanni di dio olbia invalidità

L’attesa di una mamma di Olbia per il riconoscimento di invalidità di suo figlio.

Una giovane mamma di Olbia denuncia pubblicamente i ritardi nell’iter per il riconoscimento dell’invalidità civile del figlio di quattro anni. La domanda è stata presentata all’Inps a luglio 2024, con tutte le procedure regolarmente completate. La pediatra ha inviato la certificazione telematica e il Caf ha trasmesso la richiesta. Tuttavia, a distanza di quasi un anno, la pratica risulta ancora ferma.

Secondo quanto riferito dalla donna, il ritardo dipenderebbe dalla mancata convocazione da parte della commissione medica dell’ATS, passaggio necessario per proseguire l’iter. Nonostante i solleciti e le visite presso gli uffici preposti, la madre non ha ricevuto alcuna risposta. Presso l’ospedale San Giovanni di Dio ha trovato solo un avviso affisso alla porta, con l’indicazione di contattare alcuni numeri telefonici in una fascia oraria precisa. Tentativi che, a suo dire, si sono rivelati inutili, perché nessuno ha mai risposto.

Non un caso isolato.

Il caso, purtroppo, non appare isolato. In Gallura si riscontrano pesanti ritardi nell’evasione delle domande di invalidità civile, handicap, sordità, cecità e collocamento mirato. Secondo quanto dichiarato da Danilo Deiana, segretario generale della CGIL Olbia-Tempio, a La Nuova Sardegna, i tempi per essere sottoposti a visita medica superano spesso i due anni, contro i 120 giorni previsti dalla normativa vigente, ridotti a 90 nei casi più gravi. Per le patologie oncologiche, la legge impone che le visite si svolgano entro 15 giorni. Ma nella pratica questi tempi non vengono rispettati.

Il patronato Inca CGIL segnala che, negli ultimi quattro anni, sono state presentate centinaia di istanze rimaste prive di riscontro. La situazione si è aggravata durante la pandemia, ma continua a essere critica. Nella sola Gallura operano quattro commissioni mediche, suddivise per zone, che però risultano sovraccariche. In media, solo il 20% delle pratiche viene evaso, un altro 20% viene rigettato, mentre circa il 60% resta in sospeso.

Deiana rilancia l’allarme e chiede un intervento concreto. Oltre a un confronto con il commissario straordinario dell’Ats, sollecita l’adozione di un calendario strutturato per lo smaltimento dell’arretrato. Sottolinea, inoltre, l’urgenza di applicare pienamente la delibera regionale 51/40 del 18 dicembre 2024, che consente di evitare la visita medica in presenza di documentazione chiara ed esaustiva. Secondo il sindacalista, questa misura, se ben attuata, potrebbe ridurre significativamente i tempi di attesa.

Condividi l'articolo