Pnrr, Olbia e alta Gallura in vetta per i progetti culturali

Olbia virtuosa con i suoi progetti con il Pnrr sulla cultura.

Olbia, e più in generale l’Italia, stanno investendo per la cultura con il Pnrr? Questa è la domanda a cui risponde il nuovo studio del portale Openpolis sulla spesa effettiva dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per progetti culturali. E c’è un dato positivo perché ci sono molti comuni sardi che sembra abbiano ingranato la marcia giusta. L’ultimo report mostra lo stato degli investimenti in Italia e una mappa chiara dove è possibile vedere quali Amministrazioni comunali stanno dedicando ampio spazio a progetti incentrati sulla cultura.

In Italia sono alcune regioni del nord e centro ad essere in cima per la spesa di fondi in questi progetti. In Lombardia i progetti finanziati sono 1.051 e 68 milioni e 159.616 di euro spesi contro un importo Pnrr di 170 milioni 727.755 euro. Seguono la Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Marche, FVG, Lazio e la Sardegna in top 9. Chiude la classifica l’Umbria. Queste regioni sono sopra la media nazionale per spesa. La Campania resta fanalino di coda appena l’11% dei fondi Pnrr investiti per la cultura.

La Gallura, Olbia e il Pnrr.

Anche se la Sardegna, Gallura compresa, ha intere amministrazioni che non hanno investito fondi Pnrr per progetti culturali, ci sono città virtuose come Olbia che guida la classifica dei comuni galluresi. La città si conferma un “soggetto attuatore” di primo piano con decine di milioni di euro già messi a bilancio per la rigenerazione urbana e culturale.

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La città ha finanziato sei progetti per 870.487,68 euro. Tra questi ci sono l’Università, gli asili e le scuole. Tempio Pausania ne ha finanziati cinque per 718.999 euro e tra i centri minori figurano anche Arzachena (un progetto), Sant’Antonio ( un progetto), La Maddalena (4 progetti per 1.323.913 euro), Calangianus (2). Dallo studio emerge come sia l’Alta Gallura ad avere più progetti Pnrr rispetto alla bassa gallurese. I dati mostrano che il territorio ha una performance superiore alla media nazionale. Il grafico di Openpolis evidenzia come, nella ripartizione pro-capite, molti comuni galluresi figurino nella “fascia alta” della mappa degli investimenti.

Sardegna unica regione del Sud.

Si tratta di fondi destinati non solo al restauro di monumenti, ma soprattutto alla digitalizzazione dei musei e alla rigenerazione dei borghi. La Gallura sta usando il PNRR per diversificare l’offerta, puntando su un entroterra capace di valorizzare l’identità storica e il paesaggio rurale. In un Mezzogiorno che fatica a spendere, la Sardegna rappresenta un’eccezione al sud. E’ infatti l’unica regione del Sud e delle Isole a riportare una percentuale di avanzamento finanziario superiore alla media italiana, trainata proprio dall’efficienza degli uffici tecnici del Nord-Est.

Le criticità.

Spostando lo sguardo all’intero stivale, l’analisi di Openpolis restituisce un’immagine a luci e ombre. Se da un lato il Ministero della Cultura ha messo in campo oltre 4,2 miliardi di euro suddivisi in nove misure, dall’altro il “portafoglio” è ancora troppo pieno. A livello nazionale, risulta erogato solo il 27,4% delle risorse (poco più di 1 miliardo). Il vero paradosso riguarda la geografia dei ritardi: mentre il Nord (Lombardia in testa col 39%) riesce a far avanzare i pagamenti, il Sud, pur essendo il principale destinatario dei fondi per il patrimonio culturale, sconta difficoltà burocratiche croniche. In Campania e Molise, ad esempio, la spesa effettiva non supera il 15%. Il rischio, sottolinea Openpolis, è che la grande pioggia di miliardi destinata ai borghi e alla cultura digitale si scontri con l’incapacità dei piccoli comuni di rendicontare le spese entro la scadenza del 2026, trasformando un’opportunità storica in una corsa contro il tempo.

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