Cresce l’offerta educativa in Gallura con nuovi asili nido e strutture

Nuovi asilo nido e strutture in Gallura.

In Gallura cresce l’offerta formativa per la prima infanzia con la costruzione di nuovi asili nido. Il cuore della sfida batte a Olbia, dove il panorama dell’edilizia scolastica sta vivendo la sua trasformazione più profonda degli ultimi decenni. Secondo l’ultimo monitoraggio di febbraio 2026, il Comune di Olbia è impegnato in una vera e propria corsa contro il tempo per rispettare le scadenze del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Gli occhi sono puntati su due strutture strategiche che non sono semplici nuovi edifici, ma tasselli di una riorganizzazione urbana più ampia che punta alla sicurezza e all’efficienza.

L’asilo nido di zona Tannaule, in via dell’Acqua Marina, è situato in una zona di espansione vicina al nuovo ospedale ed è tra i cantieri più seguiti. La struttura nasce per sostituire il vecchio nido di via Lupacciolu, storicamente penalizzato dalla classificazione in area a rischio idrogeologico. Nel 2026 i lavori sono in fase avanzata con l’obiettivo di consegnare un polo moderno e sicuro, lontano dalle zone di pericolo idraulico, capace di accogliere circa 85 bambini, segnando un incremento significativo rispetto alla vecchia sede.

Parallelamente, l’asilo nido in zona Bandinu, situato in via Catanzaro, rappresenta un progetto di forte valore per uno dei quartieri più popolosi della città. L’edificio sta sorgendo in un’area di circa quattromila metri quadri che per anni è stata soggetta a degrado. Nonostante le passate polemiche legate ai tempi di bonifica del terreno, il nido di via Catanzaro è ormai una realtà visibile che andrà a sostituire la vecchia struttura di via Gallura, portando la capienza complessiva a 108 posti. Questi interventi seguono l’apertura, avvenuta nel settembre 2025, del nuovo maxi-plesso di via Veronese, un investimento da oltre 9 milioni di euro che funge da modello per efficienza energetica e spazi didattici modulari.

I dati in Gallura.

Se Olbia accelera per chiudere i cantieri, il resto della Gallura si muove a velocità differenti. Arzachena si conferma il comune modello per la copertura, avendo già superato l’obiettivo europeo del 33% di posti disponibili grazie a una solida rete tra pubblico e privato. A Tempio Pausania e nei centri dell’Alta Gallura la sfida è invece diversa: qui non si combatte il sovraffollamento, ma lo spopolamento, puntando su micronidi e gestioni associate per mantenere i servizi attivi anche nei piccoli centri. Anche La Maddalena ha sfruttato i finanziamenti specifici per le isole minori, riuscendo a stabilizzare l’offerta e garantendo posti preziosi per i figli dei lavoratori stagionali.

La copertura.

I servizi per la prima infanzia sono una necessità cruciale per combattere contro la povertà educativa e incentivare l’occupazione femminile. La Sardegna, rispetto alle altre regioni del Mezzogiorno, si conferma molto vicina agli standard delle realtà del nord Italia. Se nel Sud, la media della copertura dei nidi scende al 19%, con la Calabria che registra ancora i dati più bassi d’Italia (sotto il 15% in diverse province), nonostante la maggior parte dei fondi Pnrr (oltre il 54%) sia stata destinata al Mezzogiorno, la Sardegna è in controtendenza.

L’Isola ha raggiunto una copertura media del 30,4%, leggermente sotto la media nazionale (33%) e in netto miglioramento rispetto al 2022 (26%). La regione, tuttavia, è ancora distante rispetto ad alcune regioni del Nord come l’Emilia Romagna che superano già il 40% di copertura, avvicinandosi al nuovo obiettivo UE del 45% per il 2030. La media di molte regioni del nord è invece al 33-35%.

Olbia ha già raggiunto e superato l’obiettivo del 33% (fissato originariamente dal Consiglio Europeo di Barcellona), posizionandosi sopra la media regionale sarda e quella del Mezzogiorno. La città si sta ora allineando verso il nuovo target UE del 45% previsto per il 2030.

Le sfide.

Nonostante l’aumento dei posti fisici, il 2026 conferma però una criticità persistente: le liste d’attesa rimangono lunghe. La risposta della Regione Sardegna è arrivata con il potenziamento del programma Nidi Gratis, confermato per l’anno educativo 2025/2026, che permette alle famiglie con ISEE fino a 40.000 euro di abbattere quasi totalmente la retta. La Gallura di quest’anno resta dunque un grande cantiere. Se le scadenze per Tannaule e Bandinu verranno rispettate entro i prossimi mesi, Olbia potrà finalmente dire di aver messo in sicurezza i propri piccoli cittadini, spostando la sfida dal costruire al gestire, ovvero trovare il personale educativo necessario per far funzionare queste nuove strutture.

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