S’Incontru a Olbia
Anche a Olbia la commovente celebrazione de S’Incontru, un momento cruciale nell’ambito della Settimana santa.
La Pasqua non arriva all’improvviso. Si costruisce lentamente, passo dopo passo, attraversando le strade del centro storico fino a trovare un punto preciso in cui sciogliersi.
La narrazione del rito pasquale inizia già nei giorni della Passione, quando la scena si fa più solenne e rituale. Il momento della deposizione del Cristo dalla croce viene rappresentato con grande intensità simbolica: uomini incappucciati di bianco intervengono nella rievocazione, utilizzando strumenti tradizionali per “liberare” il simulacro e accompagnarlo all’incontro con la sua mamma. È un passaggio che segna il confine tra il dolore del Venerdì Santo e l’attesa della Pasqua di Resurrezione.
La mattina le vie si riempiono senza fretta. Le campane sono discrete: accompagnano. La città osserva, si dispone lungo i bordi delle strade, lascia il centro vuoto come se aspettasse ciò che deve ancora accadere.
Poi compaiono le due processioni. Da una parte la Madonna addolorata, velata di nero, ancora segnata dal dolore del Venerdì Santo. Dall’altra il Cristo Risorto, portato in processione con passo lento e solenne. Sono due percorsi separati che attraversano la città da direzioni diverse, fino a convergere nello stesso punto.
Il centro storico diventa un corridoio umano. Le persone si stringono ai lati, si affacciano ai balconi, lo sguardo segue il movimento delle statue. I canti accompagnano il procedere lento del corteo.
A guidare e ordinare il percorso ci sono anche gruppi di fedeli vestiti di bianco: passo composto e presenza silenziosa, sostengono il rito mentre accompagnano i simulacri lungo le strade del centro.
Non c’è fretta. Tutto è rallentato.
Quando le due processioni si avvicinano, la piazza trattiene il respiro.
Il momento di S’Incontru è riconoscibile prima ancora di compiersi: i movimenti si fanno più misurati, il passo si accorcia, la distanza tra le due statue lentamente si riduce.
Alla fine le statue si trovano una di fronte all’altra. Il Cristo risorto e la Madonna si incontrano al centro della Piazza Regina Margherita, nel cuore di Olbia, e per un istante la città resta immobile. È un silenzio pieno, che non ha bisogno di spiegazioni.
Nel gesto simbolico, il dolore si scioglie: la Madonna toglie il velo nero e si apre alla gioia del Risorto, il lutto lascia il posto alla festa.
Subito dopo, la piazza cambia ritmo.
Le campane esplodono in suono pieno, la folla rompe l’attesa con applausi e voci, le processioni si ricompongono in un unico flusso. È un passaggio netto: la città si rianima all’improvviso, come se avesse trattenuto il respiro troppo a lungo.
S’Incontru non è solo un rito religioso. È un gesto comunirtario che appartiene alla memoria della Gallura intera.
Alla fine, la città riprende il suo ritmo ordinario. Ma qualcosa, nel passaggio tra attesa e incontro, resta sospeso più a lungo del rito stesso: la traccia di una gioia condivisa, che nel cuore dei presenti rinnova il senso della Risurrezione.
A Olbia la giornata segue un ritmo preciso:
ore 10:00 Santa Messa
al termine, distribuzione del pane pasquale
ore 11:30 processione di “S’Incontru” tra Cristo Risorto e la Madonna
