Il processo per l’omicidio ad Arzachena.
Oggi, 9 settembre, si è aperta l’udienza sull’omicidio di Arzachena, dove sul banco degli imputati c’è Michele Fresi, 27enne accusato di aver ucciso a bastonate il padre Giovanni, mentre era sotto effetto di sostanze stupefacenti. In aula il giovane è stato reputato capace di intendere e volere e lo ha stabilito la perizia psichiatrica disposta dalla Corte d’Assise di Sassari ed eseguita dallo psichiatra Paolo Milia, incaricato nell’aprile scorso.
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Come riporta La Nuova Sardegna, durante l’udienza in cui il perito ha risposto anche alle domande delle parti. La perizia era stata richiesta fin dall’inizio del dibattimento dal difensore del giovane, per accertare la sua capacità di intendere e di volere al momento dell’omicidio. Nella perizia emerge che Michele Fresi soffre di un disturbo della personalità antisociale già dall’infanzia, uso di droghe e fragilità emotiva, e non ha escluso che quella notte abbia avuto un episodio psicotico acuto, ma indotto da sostanze stupefacenti.
Le accuse verso il giovane sono omicidio aggravato dal vincono parentale, ma anche lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Quella notte, il 28 dicembre 2023, aveva aggredito anche un’amica e due carabinieri, in preda a deliri allucinatori. Gli avvocati di parte civile avevano recentemente integrato la documentazione con nuovi certificati medici che attestavano una durata della malattia superiore ai quaranta giorni, portando il pubblico ministero Milena Aucone a modificare il capo d’imputazione in lesioni gravissime.
Ancora oggi il ragazzo non è in grado di ricordare ciò che è successo. Era presente in aula e ha dichiarato di non ricordare di avere ucciso suo padre e aggredito altre tre persone.
Quando arriva la sentenza.
Nell’udienza 16 settembre prossimo sono previste la requisitoria del pubblico ministero e le discussioni delle parti civili, seguite dalla discussione della difesa. Si tratta dell’ultima fase del processo la cui sentenza è attesa nel mese di ottobre.
