Omicidio Cinzia Pinna, l’analisi su Dna e pc di Ragnedda

Omicidio Cinzia Pinna

Gli accertamenti sull’omicidio di Cinzia Pinna.

Prosegue il lavoro degli inquirenti per fare piena luce sull’omicidio di Cinzia Pinna. L’attenzione è concentrata sia sull’esame informatico del computer di Emanuele Ragnedda, l’imprenditore di Arzachena reo confesso, sia sulle analisi di laboratorio dei reperti raccolti dai carabinieri del Ris di Cagliari nella tenuta di Conca Entosa e nelle auto degli indagati.

Martedì 4 novembre prenderanno il via gli accertamenti scientifici su Dna, impronte digitali e tracce biologiche, elementi fondamentali per ricostruire la dinamica del delitto avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 settembre, quando la 33enne di Castelsardo fu uccisa con tre colpi di pistola al volto.

Parallelamente, il perito procederà all’estrazione e all’analisi dei dati contenuti nel computer di Ragnedda, allo scopo di ricostruire contatti e comunicazioni nelle ore successive al delitto, comprese eventuali informazioni cancellate. L’obiettivo degli investigatori è verificare se l’uomo abbia agito da solo, come sostiene, o se qualcuno lo abbia aiutato a cancellare tracce e a far sparire effetti personali della vittima. Le indagini mirano inoltre a chiarire il ruolo dei due indagati per favoreggiamento, Rosamaria Elvo, fidanzata di Ragnedda, e Luca Franciosi, suo conoscente, sospettati di averlo assistito nelle ore successive all’omicidio.

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