Il femminicidio di Cinzia Pinna.
Emanuele Ragnedda ha fornito agli inquirenti il movente dell’omicidio di Cinzia Pinna. L’imprenditore reo confesso ha dichiarato di aver ucciso la 33enne perché spaventato dalla reazione della giovane durante una lite tra i due. Secondo quanto riferito, Ragnedda avrebbe sparato uno o più colpi di pistola per difendersi.
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Secondo la sua versione, la lite con la giovane sarebbe degenerata quando lei si sarebbe avvicinata con un oggetto in mano e, spaventato, lui avrebbe premuto il grilletto. Lo ha riferito durante l’interrogatorio in caserma. Intanto gli investigatori continuano a cercare elementi utili a ricostruire quanto accaduto nella villa a Palau, cercando anche di capire come sia stata reperita l’arma.
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Il reo confesso ha ammesso di aver fatto ampio uso di alcol e droga quella sera, circostanza confermata anche dal sopralluogo dei carabinieri del Ris nell’abitazione. Ulteriori dettagli su dinamica e movente potrebbero emergere dai prossimi interrogatori dell’uomo, attualmente detenuto nel carcere di Nuchis. L’interrogatorio potrebbe slittare a sabato, quando sarà disponibile una dettagliata informativa della Procura di Tempio, che prosegue nelle indagini. Tuttavia, le ipotesi sono altre: Cinzia Pinna potrebbe aver respinto le avances del 41enne e lui le avrebbe sparato, come nel più classico dei femminicidi.
