Il Ris sta analizzando la polvere bianca trovata nella casa di Emanuele Ragnedda
Ci vorrà qualche giorno per sapere se è cocaina la polvere bianca trovata dal Ris nella casa di Emanuele Ragnedda. Gli specialisti dei carabinieri arrivati da Cagliari ieri hanno recuperato diversi reperti nella villa di Conca Entosa dove l’imprenditore ha ucciso Cinzia Pinna con la sua pistola. Tra i materiali sequestrati ci sono le tracce di sangue trovate nella sua abitazione e la polvere bianca. Dal Ris di Cagliari spiegano che saranno necessari alcuni giorni perché gli esami tossicologici vengano effettuati nei termini di legge.
L’ombra della droga
In tanti in Gallura non attendono l’esito degli accertamenti e considerano la droga lo scenario che si nasconde dietro questo delitto, come in altri recenti. Non si conosce ancora il movente, nessuno sa perché quel ricco imprenditore abbia ucciso Cinzia Pinna. Un uomo forte e armato di pistola che ha spezzato la vita di una ragazza che poco prima a Palau sembrava in condizioni psicofisiche precarie. Un rapporto impari. L’ennesimo femminicidio. Una ragazza fragile uccisa da un uomo che viene descritto come molto sicuro di sé. E con una pistola a portata di mano.
Lui ha confessato di averle sparato e di aver lasciato il cadavere nel terreno della sua tenuta. Mentre era in corso una grande mobilitazione per cercare la giovane, Ragnedda avrebbe continuato a vivere la sua vita. Una volta vistosi alle strette ha lasciato la sua casa ed è salito su un gommone. Non è chiaro se l’abbia fatto per cercare la fuga o togliersi la vita. Di sicuro i carabinieri lo hanno trovato in una casa di famiglia a Baja Sardinia e lo hanno portato alla stazione dei carabinieri di Palau per interrogarlo.
Davanti al procuratore di Tempio ha ammesso tutte le sue responsabilità e ha svelato dove si trovava il cadavere. Ora la famiglia Pinna piange per una vittima innocente. Il reo confesso si trova nel carcere tempiese di Nuchis in attesa dell’udienza di convalida prevista per domani. Non si conosce ancora il movente del delitto, ma si sa quanto costasse il suo prezioso vermentino. Ma, soprattutto, si sa che la vita di Cinzia valeva molto più di una bottiglia di vino.
