Omicidio Cinzia Pinna, nuove tracce nell’auto di Ragnedda

Cinzia Pinna

Le indagini sull’omicidio di Cinzia Pinna.

Le indagini sull’omicidio di Cinzia Pinna sembrano entrare in una nuova fase dopo gli ultimi sviluppi emersi dalle analisi del Ris. All’interno dell’auto di Emanuele Ragnedda, l’imprenditore che ha confessato l’assassinio, gli specialisti hanno rinvenuto impronte digitali, tracce organiche ed effetti personali riconducibili alla vittima. Si tratta di elementi che, da un lato, rafforzano la ricostruzione fornita dal reo confesso, ma dall’altro aprono spiragli investigativi inediti, potenzialmente in grado di coinvolgere ulteriori persone oltre ai due già indagati per favoreggiamento.

Dalle prime verifiche è emerso che non vi sono tracce di sangue nei veicoli posti sotto sequestro, né in quello di Ragnedda né in quello di Luca Franciosi, il 26enne che continua a chiedere di essere ascoltato dagli inquirenti per chiarire la propria posizione. Gli esperti del Ris hanno proceduto a smontare le maniglie delle portiere della Jeep dell’imprenditore per analizzare con precisione chi, e quante volte, possa essersi seduto a bordo del mezzo nelle giornate precedenti e successive al delitto.

Nel frattempo, gli investigatori concentrano l’attenzione anche su ciò che sarebbe accaduto nella tenuta di Conca Entosa tra il 12 e il 23 settembre. Numerose persone, secondo quanto emerso, avrebbero frequentato la casa in quel periodo, partecipando a incontri e serate organizzate proprio da Ragnedda. Gli ambienti dell’abitazione, impregnati di tracce e indizi legati all’omicidio, sono ora al centro di ulteriori accertamenti. La consapevolezza di essere potenzialmente coinvolti nelle indagini sta generando un diffuso clima di ansia tra coloro che, in quei giorni, avrebbero varcato la soglia della villa.

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