Le indagini sull’omicidio avvenuto nella sede Intervol di Buddusò.
Qualche mese prima dell’omicidio avvenuto ieri sera a Buddusò, Marco Pusceddu era stato vittima di un’aggressione violenta in una piazzola di sosta mentre si trovava in auto. Ricoverato con una ferita profonda alla testa, si era risvegliato in ospedale senza ricordare né chi né come lo avesse colpito. Questo episodio, attualmente al centro delle indagini dei carabinieri di Ozieri, potrebbe avere un legame con la sua morte avvenuta ieri sera nei locali dell’associazione 118 Intervol, dove Pusceddu si era trasferito da pochi mesi per motivi di lavoro.
Il giovane soccorritore, noto ai colleghi per il suo carattere sereno e la passione con cui svolgeva il proprio ruolo, è stato ucciso a colpi di pistola da un uomo a volto scoperto che si è presentato all’ingresso della sede dell’associazione, chiedendo esplicitamente di lui. L’aggressore ha agito con estrema lucidità e precisione, sparando 4 o 5 colpi. Subito dopo, si è sentito il rumore di un’auto allontanarsi rapidamente, e gli inquirenti ipotizzano che il killer abbia raggiunto la sede a piedi per poi fuggire a bordo di un veicolo, forse con l’aiuto di un complice.
La Procura di Sassari, con il pubblico ministero Elisa Succu a coordinare le indagini, ha disposto l’autopsia sul corpo di Pusceddu. Nel frattempo, le Forze dell’Ordine stanno approfondendo ogni aspetto della sua vita privata e del passato, alla ricerca di elementi utili a ricostruire il movente e a identificare l’assassino. Un importante aiuto alle indagini potrebbe arrivare dalle telecamere di videosorveglianza.
