Le indagini sull’omicidio a Buddusò.
L’omicidio di Marco Pusceddu, il soccorritore del 118 assassinato con quattro colpi di pistola al petto lo scorso 7 agosto nella sede dell’associazione Intervol a Buddusò, potrebbe presto conoscere una svolta decisiva. L’autopsia, condotta ieri pomeriggio a Sassari dal medico legale Francesco Serra, ha confermato che si è trattato di un’esecuzione pianificata con estrema precisione, mirata a colpire gli organi vitali e a non lasciare scampo alla vittima. L’attenzione degli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Elisa Succu, si concentra su un movente legato al passato di Pusceddu, anche se non è escluso che la vittima possa essere stata coinvolta in eventi più recenti e ancora da chiarire.
Le registrazioni delle telecamere nelle vicinanze.
Un elemento che potrebbe cambiare radicalmente il corso delle indagini è rappresentato dalle registrazioni di numerosi impianti di videosorveglianza acquisite dai carabinieri di Sassari e Ozieri. Questi filmati, attualmente sotto attento esame da parte degli esperti dell’Arma, potrebbero aver immortalato non solo gli spostamenti del killer prima e dopo il delitto, ma anche dettagli utili a delinearne l’identikit, offrendo così indizi preziosi per risalire al responsabile o ai responsabili.
Il killer dell’omicidio di Buddusò ha agito a volto scoperto.
Il modus operandi dell’assassino, che ha agito senza nascondere il volto e con estrema disinvoltura, ha portato gli investigatori a ipotizzare che si possa trattare di un delitto su commissione, eseguito da un professionista incaricato di eliminare Pusceddu. Il fatto che l’uomo abbia chiamato per nome la vittima e non abbia esitato a mostrarsi apertamente suggerisce una forte determinazione e la volontà di mandare un messaggio chiaro e fatale.
La misteriosa aggressione subita pochi mesi fa.
Un altro nodo ancora da sciogliere riguarda una misteriosa aggressione subita dalla vittima qualche mese prima, in una piazzola di sosta tra Cortoghiana e Portoscuso, che aveva richiesto un lungo ricovero ospedaliero e interventi chirurgici. Gli inquirenti stanno cercando di capire se vi sia un legame tra questo episodio e l’omicidio. Infine, un ulteriore aspetto al centro dell’indagine riguarda la possibile presenza di un complice, forse alla guida dell’auto utilizzata per la fuga, che potrebbe essere stato determinante per la riuscita dell’agguato. Le telecamere potrebbero fornire prove utili anche su questo fronte, aprendo nuovi scenari investigativi per una vicenda ancora avvolta nel mistero.
