Tamponi non fatti e nessuna protezione: la relazione dei sindaci gela l’ospedale di Tempio

La relazione dei sindaci sull’ospedale di Tempio.

La prima preoccupazione per l’ospedale di Tempio è il “mancato contenimento dei casi di positività al coronavirus” ed in particolare “la mancata chiusura del reparto di medicina, dove tutt’ora si trova in stato di isolamento un caso positivo conclamato”. Il reparto del nosocomio non è stato chiuso e il personale sanitario e i pazienti continuano “a operare e a spostarsi da un reparto all’altro”.

Ma altri due possibili casi di contagio sarebbero avvenuti nei giorni scorsi nella struttura di Tempio e avrebbero compromesso anche i reparti di fisiatra e dialisi. Anche questi casi sarebbero causati dal mancato isolamento dei casi positivi. Da qui la preoccupazione dei sindaci dell’Alta Gallura, guidati dall’amministrazione di Tempio con Gianni Addis, insieme al sindaco di Bortigiadas Emiliano Deiana e al primo cittadino di Aggius Nicola Muzzu, che hanno messo nero su bianco le presunte inefficienze del nosocomio in una lettera inviata alla Regione.

La richiesta da parte dei sindaci è unanime: “Effettuare i tamponi su tutto il personale medico e sanitario, sui loro familiari, sui pazienti dimessi nelle ultime settimane e quanti sono venuti a contatto con questi”. Deiana si spinge fino a proporre la “requisizione di strutture alberghiere per alloggiare il personale medico e sanitario nell’attesa che vengano effettuati tutti i tamponi”.

Addis ritorna poi sul tema delle forniture mediche. Il vicesindaco di Tempio, già dalla scorsa settimana, aveva fatto richiesta alla Regione affinché fornisse il materiale sanitario di protezione. In seguito, il presidente della Regione Sardegna Christian Solinas aveva assicurato la distribuzione tra gli ospedali sardi di materiale sanitario in giacenza. Una consegna di cui però, assicura Addis, ancora non si ha notizia.

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