Il Comune gestirà il parco Padrongianus, dopo la bonifica anche la pista ciclabile da Olbia

Il futuro del parco di Olbia.

Per quasi 14 anni il parco fluviale del Padrongianus è rimasto nel degrado. Un gioiello ai piedi dell’ospedale Mater Olbia, inaugurato nel 2009 e lasciato in preda all’incuria, alle intemperie e all’azione dei vandali dal 2015.

Ora per il polmone verde di Olbia ci sarà una nuova rinascita. Dopo la nuova interpellanza del gruppo Liberi e Insieme, che ha chiesto chiarimenti sui ritardi alla riapertura del parco, nonostante l’annuncio, nel 2019, dell’acquisizione dell’area verde per 99 anni. La delibera, infatti, non era mai arrivata in Consiglio comunale.

Tre anni senza risposte e il sindaco Settimo Nizzi, durante l’ultimo Consiglio comunale, ha ammesso il ritardo. “E’ normale che abbiamo perso un po di tempo e mi dispiace – dichiara il primo cittadino – Ma gli uffici erano talmente ingolfati dalle richieste dil portare a termine tutte le varie problematiche che abbiamo lasciato questo punto a languire. Nonostante tutto, l’unica cosa che non abbiamo fatto e portare al Consiglio questa delibera proposta perché il dirigente o il sindaco non vanno a firmare se non c’è via libera del Consiglio”.

Il Comune di Olbia gestirà il parco per 99 anni e attuerà tutti gli impegni economici per mettere in sicurezza l’area verde, di circa 11 ettari. Il Padrongianus necessita però di una bonifica: è diventato una discarica ed è stato preso di mira dai vandali. “Metteremo subito a disposizione le risorse per metterlo in sicurezza, ripristinando la recinzione e rimuovendo i rifiuti – annuncia l’assessora all’Ambiente Antonella Sciola – Poi avvieremo con l’istituto Amsicora e l’ente Foreste delle collaborazioni per la manutenzione”.

L’ente locale, tramite la voce del sindaco, sfrutterà la legge dei contratti di fiume per riqualificare tutta l’area del parco, candidandosi con un’idea progettuale e partecipando al bando. Dopodiché ci sarà la fase della presentazione di un progetto esecutivo. “Non ci limiteremo a valorizzare e mettere in sicurezza quella piccola porzione del Padrongianus – spiega Nizzi -, ma sfruttando il contratto di fiume e tramite la partecipazione ad un bando da 21 milioni, lavoreremo anche sull’intera area fino alla foce, dove si immetterà il canale scolmatore. Alla riva sinistra del fiume si potranno realizzare anche attività sportive con le canoe”.

Nel polmone verde ci sarà anche una pista ciclabile. “Sarà abbastanza lunga in modo che dalla nostra città si potrà raggiungere la foce del Padrongianus – annuncia Nizzi -. Rimodelleremo gli argini, come avviene anche nelle altre città in Italia, in Europa e nel mondo. Quando ero a Roma ero solito andare in bici nell’argine del Tevere e c’è una strada larga e lunga”.

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