La vicenda del pestaggio di Angelo Ratti a Olbia.
Mentre proseguono gli accertamenti per fare luce sulla grave vicenda avvenuta a Porto Istana (Olbia) contro il 39enne Angelo Ratti, picchiato da 30 persone “perché omosessuale”, i titolari del chiosco dove sono avvenuti i fatti smentiscono la versione della vittima che aveva raccontato di essere stato insultato con epiteti omofobi anche dal gestore. Il Kando Beach Porto Istana è finito al centro della vicenda dopo il racconto dell’uomo finito all’ospedale con danni all’udito e alla vista, ma i titolari si sono detti estranei ai fatti.
“Estranei ai fatti”.
La società Kandobeach, rappresentata dall’amministratore Federico Crotti, ha affidato la propria tutela legale all’avvocato Sergio Deiana per difendere l’immagine e gli interessi aziendali da qualsiasi associazione con la vicenda giudiziaria in corso. Ribadendo la totale estraneità della struttura a qualsiasi condotta violenta o discriminatoria, la nota conferma la piena disponibilità a collaborare con le autorità per fare chiarezza.
Viene inoltre rivolto un formale invito alla stampa affinché separi nettamente le responsabilità della società dalle condotte individuali al vaglio degli inquirenti, evitando narrazioni lesive della reputazione del brand. Il legale ha già avviato le prime azioni in sede civile, penale e deontologica contro chi ha diffuso notizie inesatte.
La raccolta fondi per “biscotto della fortuna”.
La vicenda ha fatto molto scalpore a livello nazionale e il collettivo “Biscotto della fortuna” ha ricevuto parecchia solidarietà. Diverse persone hanno raccolto dei fondi per acquistare la strumentalizzazione distrutta durante il pestaggio e per poter sostenere le spese legali per le persone coinvolte nel brutale pestaggio. Il collettivo, tramite i social, ha ringraziato chi ha organizzato un crowdfunding e chi ha mostrato vicinanza ad Angelo Ratti.
