Il grave episodio di omofobia a Olbia.
Ci sono i primi sospettati per il pestaggio omofobo avvenuto a Porto Istana, frazione di Olbia, alla vigilia di Ferragosto. Le forze dell’ordine hanno individuato alcune persone tra cui un minore che è stato ascoltato a lungo in Commissariato, ritenuto una figura chiave dell’aggressione.
Le indagini.
In queste ore stanno i Carabinieri e la Polizia di Stato stanno indagando per iscrivere nel registro degli indagati i 30 aggressori che hanno lasciato ferite ad Angelo Ratti, che ha riportato le lesioni più gravi ed è stato bloccato a terra e colpito violentemente alla testa, anche mediante l’uso di un sasso, subendo la compromissione dell’udito all’orecchio sinistro e problemi alla vista. Il giovane, fondatore del gruppo “Il biscotto della fortuna” ha denunciato infatti di essere stato aggredito anche da un minore e proprio questo è stato ascoltato dalle forze dell’ordine.
Il pestaggio è avvenuto il 14 agosto scorso al termine di una serata organizzata dal collettivo di musica queer “Il biscotto della fortuna”. L’aggressione si è sviluppata in due momenti distinti. Dopo un primo pestaggio Ratti ha cercato di fuggire, ma è stato raggiunto e di nuovo picchiato insieme a tre persone – due uomini e una ragazza – intervenute per difenderlo. Il movente ipotizzato è di stampo omofobo, confermato anche dalle minacce ricevute dopo la denuncia. Inoltre nella denuncia dettagliata presentata al Reparto territoriale dei Carabinieri, supportato dall’avvocata Franca Fenu, Ratti ha descritto una vera e propria spedizione punitiva premeditata che coinvolgerebbe decine di persone, con insulti omofobi iniziati già durante l’evento del 13 agosto. La vittima, che si appresta a incontrare i magistrati della Procura di Tempio e a svolgere ulteriori accertamenti medici, integrerà la querela consegnando anche audio e chat contenenti minacce ricevute successivamente.
La vittima ha raccontato di aver avuto problemi anche nel presentare la denuncia e di non essere stato assistito da un paramedico perché omosessuale. Una vicenda gravissima in una città, come Olbia, che non ha mai registrato episodi del genere e non ha mai mostrato episodi di intolleranza contro la comunità LGBTQI.
