Il commissario Piccinnu traccia il futuro della nuova Provincia Gallura

Piccinnu pronto a consegnare la Provincia nelle mani di Nizzi

Mancano poche ore alle elezioni per il presidente e il Consiglio della Provincia di Gallura, esce di scena il commissario Piccinnu. Il voto è in programma lunedì 29 settembre, in un clima politico privo di competizione. Per la neonata provincia è infatti previsto un “listone unico”, frutto di un patto bipartisan tra centrodestra e centrosinistra, che ha già definito la composizione del futuro Consiglio provinciale. Un accordo che, più che un esperimento di unità, sembra dettato dall’urgenza di dare continuità a un progetto ancora in fase costituente.

Il bilancio di Piccinnu

A tracciare il bilancio del passaggio amministrativo è stato Gaspare Piccinnu, commissario straordinario uscente, nel corso della sua ultima conferenza stampa. Le sue parole suonano come un testamento politico: «Noi faremo di tutto – ha detto – perché la nuova amministrazione vada avanti senza logiche di colore. Lo scopo è andare al passo con i tempi. Tutto quello che si fa non sarà né di destra né di sinistra: tutti assieme ragioneremo sul futuro della provincia, perché l’unico bene comune è che la provincia vada bene».

Piccinnu non nasconde un certo orgoglio per il percorso fin qui compiuto. La Gallura, secondo il commissario, è “l’unica provincia vera” tra quelle istituite in Sardegna negli ultimi anni, con numeri, risorse e dinamiche socio-economiche tali da giustificarne pienamente l’esistenza. «Abbiamo una provincia in crescita sotto ogni punto di vista: demografico, scolastico, economico-finanziario, di numero di imprese. È un crescendo», ha sottolineato, lanciando un monito implicito: la Provincia rappresenta “l’ultimo baluardo” contro la fuga dei giovani e delle competenze verso il continente o l’estero.

Nizzi e la sua squadra bipartisan

Un’eredità, quella di Piccinnu, che il futuro presidente Settimo Nizzi dovrà gestire con pragmatismo. E con un Consiglio provinciale costruito più su equilibri territoriali e patti di spartizione che su programmi politici. Il listone unico, infatti, rispecchia una logica di rappresentanza proporzionale: due candidati per Olbia (Maria Antonietta Cossu e Michele Fiori, entrambi di Forza Italia), uno per ogni comune capofila – Arzachena (Roberto Ragnedda), Tempio (Anna Paola Aisoni), La Maddalena (Federica Porcu) – e ulteriori nomine legate alle Unioni dei Comuni, con un rigido turnover tra centrodestra e centrosinistra.

Ne emerge un quadro in cui la politica sembra aver messo da parte le bandiere per concentrarsi su obiettivi condivisi: sviluppo infrastrutturale, attrattività del territorio, tenuta demografica. Ma la vera prova arriverà dopo il voto. Se la nuova amministrazione saprà tradurre l’unità di facciata in una visione condivisa, allora questa Provincia potrà diventare non solo un argine contro lo spopolamento, ma un laboratorio di sviluppo sostenibile, coesione sociale e opportunità per i giovani.

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