Il ponte di Monte Pino e lavori in ritardo finiscono sul tavolo del Governo

Il Question Time presentato dal deputato Marino.

La richiesta di informazioni puntuali e aggiornate sullo stato dell’opera e l’interrogativo sulle possibili soluzioni da intraprendere nell’immediato. È il ponte di Monte Pino il protagonista del Question Time che il deputato Nardo Marino presenterà in settimana alla Commissione Trasporti della Camera. Alla luce del disastroso epilogo dei lavori di ricostruzione del ponte sulla strada provinciale 38, dilaniato dall’alluvione del 2013, Marino chiede che il Governo si assuma una responsabilità decisionale sull’importante opera che collega Olbia e Tempio e serve gli abitanti della zona.

L’interruzione dei lavori da parte dell’impresa aggiudicataria della gara, la Imp di Carloforte, e il successivo avvio della procedura di risoluzione del contratto da parte dell’Anas, gettano pesanti ombre sulla tempistica di realizzazione dell’opera. “Durante il sopralluogo effettuato lo scorso mese di luglio – commenta il deputato M5s -, i responsabili dell’Anas Sardegna avevano evidenziato che lo stato di avanzamento dei lavori era pari solo al 30 per cento. Abbiamo cercato di verificare le reali intenzioni dell’impresa carlofortina e chiesto all’Anas di fare chiarezza.

L’incertezza sulle tempistiche di espletamento della procedura di assegnazione dei lavori ad una nuova impresa, anche alla luce della guerra giudiziaria che sia l’Anas che l’Imp annunciano a mezzo stampa, incrementa lo sconforto della popolazione residente riunitasi in un comitato che ormai da tempo denuncia la gravità della situazione.

“Se la seconda impresa non accettasse l’incarico, lo spettro di una nuova procedura sarà concreto e reale – aggiunge Marino -. Non possiamo aspettare che il contenzioso tra le parte causi ancora un ritardo ai lavori di ricostruzione del ponte sotto le cui macerie, in quella terrificante serata di novembre di sei anni fa, hanno perso la vita tre persone. Non esistono ponti di serie A e ponti di serie B. Il diritto alla mobilità deve essere garantito in egual misura a tutti i cittadini anche attraverso la garanzia di tempi certi e celeri per la ricostruzione delle infrastrutture viarie”. Al Governo si chiede di mettere in campo le procedure d’urgenza, compreso il commissariamento dell’opera.

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