Processo Grillo verso la fine, la sentenza tra pochi giorni

Il processo Grillo si terrà entro questa settimana.

Dopo sei anni, il processo Grillo arriva alle battute finali. I quattro imputati per violenza sessuale di gruppo saranno condannati o meno tra pochi giorni. Dopo la sospensione dell’udienza fissata per lunedì 1° settembre a causa della chiusura del Palazzo di giustizia per una festa patronale, si tornerà in aula martedì 2 alle 10.30 per le repliche del procuratore Gregorio Capasso, degli avvocati delle parti civili e, molto probabilmente, mercoledì 3 per le controrepliche del pool difensivo.

Slitta la sentenza.

I tempi rischiano di allungarsi e di conseguenza la sentenza, attesa nella serata di mercoledì, potrebbe slittare alla mattina di giovedì 4. Al momento si tratta solo di un’ipotesi, la certezza arriverà il 3 con le indicazioni del collegio presieduto dal giudice Marco Contu. Si giunge così al termine a sei anni dai fatti contestati: la notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 si sarebbe consumato lo stupro di gruppo nella villetta di proprietà della famiglia Grillo a Porto Cervo, ai danni di una studentessa italo-norvegese, allora 19enne, e di una sua amica coetanea.

Le pene richieste.

Al termine della requisitoria, durata quasi otto ore suddivise in due giorni, Capasso aveva chiesto la condanna per tutti a nove anni di reclusione, riconoscendo le attuanti generiche e le conseguenze accessorie. Il procuratore aveva sottolineato che si trattava di sei ragazzi all’epoca 19enni e di due ragazze che avevano subito gravi violenze. I quattro imputati si sono sempre dichiarati innocenti, sostenendo che i rapporti fossero consenzienti; gli avvocati difensori hanno precisato che nessuno dei ragazzi aveva usato mezzi violenti o coartato la volontà di alcuno.

L’avvocata della presunta vittima.

Per Giulia Bongiorno, avvocata di parte civile che tutela la studentessa principale accusatrice dei quattro, insieme al collega Dario Romano, nel processo sarebbe emersa una concezione della donna secondo cui il consenso vale zero. Bongiorno ha sottolineato che il processo resterà nella storia giudiziaria per le 1.675 domande poste alla sua assistita durante l’esame, evidenziando che la ragazza ha risposto sempre in modo coerente.

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