Sulle nuove misure di sicurezza per l’aeroporto di Olbia adesso scoppia il caso

Le misure per l’aeroporto di Olbia.

Il cosiddetto indice RT, ovvero quello dei contagi, per la Gallura non è calcolabile, ma la Regione impone per l’aeroporto di Olbia protocolli di sicurezza più stringenti rispetto a quelli adottati dallo scalo di Cagliari. Non c’è voluto molto perchè la decisione, contenuta nell’ultima ordinanza del governatore Christian Solinas, facesse esplodere il caso. Con prese di posizione nette e richieste di immediata marcia indietro.

“Se i cittadini del Sassarese e della Gallura sono così pericolosi perché li si fa partire tranquillamente da Elmas senza ulteriori controlli? – si domanda l’onorevole Gavino Manca -. Trovo inaccettabile l’ennesimo scaricabarile attivato dalla maggioranza che governa la Regione”. Anche il gruppo consiliare del Partito Democratico di Olbia (composto da Rino Piccinnu, Antonio Loriga, Ivana Russu, Patrizia Desole, Amedeo Bacciu) va all’attacco. 

“Il presidente Solinas, ancora una volta, contraddice sé stesso: in prima battuta annuncia la riapertura anticipata al 4 maggio nei comuni della Gallura con un indice RT non calcolabile e poi, al contrario, la classifica come Zona Rossa con l’evidente intento di impedire la riapertura dell’aeroporto Costa Smeralda e di vanificare lo sforzo della ministra De Micheli”, dicono i consiglieri, chiamando in campo il sindaco Settimo Nizzi, dello stesso colore politico della maggioranza che regge la Regione.

Solinas frena la ripartenza dell’aeroporto di Olbia: serve la firma di un protocollo

Nizzi non si fa attendere e, pur non indossando l’elmetto della battaglia, tira simbolicamente le orecchie al collega di centrodestra. “Chiedo al presidente Cristian Solinas di osare di più per far ripartire la Sardegna”, esordisce. Ma nel mentre sulla riapertura dell’aeroporto di Olbia pesa l’incertezza.

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