Rientra a Olbia da una zona a rischio ebola, scatta l’allarme

L’allarme ebola dopo il rientro di un cooperante a Olbia.

È rientrato da pochi giorni a Olbia, dopo aver concluso una missione in Uganda, un cooperante internazionale ora posto sotto sorveglianza sanitaria dalla Asl. L’uomo, un tecnico specializzato coinvolto nella realizzazione di una struttura ospedaliera in una zona rurale del Paese africano, è attualmente monitorato dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica nel rispetto delle misure precauzionali previste dal ministero della Salute per i soggetti provenienti da aree interessate da focolai di virus Ebola.

L’allerta dopo un focolaio a inizio anno.

Il professionista, che ha operato in qualità di supervisore per conto di una organizzazione non governativa, ha trascorso alcune settimane in Uganda, dove ha seguito le fasi di costruzione di un nuovo ospedale. La sua attività si è svolta in un contesto tecnico-logistico, senza alcun contatto diretto con pazienti, operatori sanitari o soggetti potenzialmente infetti. Una precisazione rilevante, tenuto conto dell’allerta sanitaria scattata a livello internazionale dopo la segnalazione, lo scorso gennaio, di un focolaio di virus “Ebola Sudan” (Svd) nel Paese africano.

Il cooperante olbiese al momento non manifesta alcun segnale clinico.

In base ai protocolli sanitari stabiliti a livello nazionale per il contenimento di eventuali rischi epidemiologici, tutti i cittadini che rientrano da aree considerate a rischio devono essere inseriti in un regime di sorveglianza attiva per un periodo definito, anche in assenza di sintomi. È il caso del cooperante olbiese, che al momento non manifesta alcun segnale clinico riconducibile alla malattia ma che, come previsto dalla normativa, sarà sottoposto a un attento monitoraggio fino al prossimo 20 aprile. Le autorità sanitarie rassicurano sul fatto che si tratta di una misura cautelare, adottata in linea con le direttive ministeriali, e ribadiscono che non sussiste alcun pericolo per la comunità. L’osservazione clinica, condotta a distanza e con controlli quotidiani, ha l’obiettivo di garantire un tempestivo intervento nel caso in cui dovessero insorgere sintomi sospetti.

Condividi l'articolo