Il monitoraggio sui rifiuti in Gallura parte dal porto di Olbia.
Un silenzioso ma costante transito di rifiuti da Olbia. Di primo mattino i camion raggiungono il molo industriale Cocciani, caricano il materiale trattato e ripartono. Il carico è composto prevalentemente da pneumatici fuori uso, lavorati nello stabilimento Ecoservice Sardegna srl di Sant’Antonio di Gallura. Le navi salpano a pieno carico verso destinazioni estere, tra cui Turchia e Germania, dove il materiale viene impiegato per la produzione di combustibile destinato all’industria.
Le spedizioni risultano regolari, come confermato dai controlli sistematici effettuati dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Sassari. Tuttavia, secondo gli investigatori, questo flusso rappresenta solo una parte visibile di un fenomeno più ampio. Sotto traccia crescerebbe infatti un sistema articolato di traffici illeciti legati ai rifiuti in Gallura, gestiti da reti criminali organizzate.
Il molo Cocciani di Olbia sarebbe uno dei principali punti di partenza dei carichi di rifiuti diretti anche verso Paesi extraeuropei, con rotte che includono scali intermedi, come la Spagna, prima di raggiungere destinazioni finali tra Africa e Medio Oriente.
Discariche abusive e sequestri: l’attività investigativa nel territorio.
Nel corso del 2025 i carabinieri del Noe hanno eseguito circa quaranta sequestri, concentrati in gran parte sul territorio gallurese. Le operazioni hanno riguardato discariche abusive, impianti di lavorazione irregolari e aree private trasformate in siti di stoccaggio illegale, spesso in contesti di elevato pregio ambientale.
Alcuni interventi hanno suscitato particolare attenzione pubblica. Tra questi il sequestro di una vasta discarica sul mare a Cala Sassari, nel litorale di Golfo Aranci, e quello di un’area di oltre ventimila metri quadrati nei pressi del Centro vacanze Isuledda, davanti alla spiaggia della Conia. In quest’ultimo caso sono stati individuati rifiuti speciali e pericolosi.
Un’ulteriore operazione ha portato al sequestro di otto fabbricati dismessi sull’Isola dei Gabbiani, utilizzati come deposito illecito. Sei immobili risultano di proprietà del Comune di Palau, mentre due appartengono a soggetti privati.
I rifiuti in Gallura e il sistema dei controlli ad alta tecnologia.
L’attività di contrasto ai traffici illeciti di rifiuti in Gallura si basa sull’impiego coordinato di uomini e tecnologie. Il Noe utilizza elicotteri del 10° Nucleo carabinieri di Olbia, droni, fototrappole e sistemi di videosorveglianza installati nei siti più sensibili. A breve verrà attivato anche un sistema satellitari. In particolare quelli legati al Pnrr, al corretto funzionamento degli ecocentri comunali e all’impiego dei fanghi di depurazione in agricoltura.
La Direzione distrettuale antimafia di Cagliari coordina le indagini sui traffici illeciti dei rifiuti, mentre la Procura di Tempio Pausania dirige le attività operative sul territorio. Il Noe di Sassari, guidato dal comandante Gavino Di Maggio, opera come struttura interprovinciale specializzata nel contrasto alla criminalità ambientale.
Come scrive La Nuova Sardegna, secondo i dati ufficiali, almeno il cinquanta per cento degli interventi effettuati dal nucleo nel 2025 riguarda la Gallura, confermando l’elevata esposizione del territorio ai reati ambientali e la necessità di un controllo costante.
