La Maddalena, ristoratore di 77 anni si incatena davanti al Comune con sciopero della fame
A La Maddalena la clamorosa protesta di un ristoratore di 77 anni: si incatena davanti al Comune con sciopero della fame.
C’è una disperazione profonda, che supera il confine del buon senso clinico e si trasforma in un urlo silenzioso, dietro la decisione di Enzo Barretta, imprenditore maddalenino. Da questa mattina, il noto ristoratore di 77 anni ha dato inizio a un durissimo sciopero della fame, intenzionato a trasformarsi in uno sciopero della sete, incatenato davanti al portone del Comune di La Maddalena. Una scelta drammatica, intrapresa nonostante un quadro sanitario estremamente delicato. Barretta è infatti un paziente oncologico e cardiopatico, il cui medico curante ha espressamente e fortemente sconsigliato una stabile forma di protesta. Eppure, la fame di giustizia ha superato la paura per la propria vita.
La storia parte nel 2005
La vicenda affonda le sue radici in un labirinto burocratico che dura ormai da oltre vent’anni. Tutto ha inizio nel 2005, quando la chiusura del porto di Cala Gavetta penalizza storicamente il ristorante “La Grotta”, attività di famiglia fondata nel 1958. Per reagire alla crisi, Barretta inventa il progetto di una zattera-ristorante galleggiante, posizionata nella rada di Santo Stefano. Quell’attività, capace di attrarre fino a 16 mega yacht al giorno, viene però bloccata e chiusa nel 2011 a seguito di una contestazione amministrativa.
Da quel momento comincia un vero e proprio calvario fatto di investimenti e porte sbarrate. Nel 2016 la famiglia Barretta investe ingenti risorse per progettare e costruire a Fiumicino il catamarano “Ottava Isola 2.0”, un’imbarcazione passeggeri d’avanguardia certificata Bureau Veritas. Una volta arrivata a La Maddalena nel 2017, la nave non ha però mai ottenuto un ormeggio stabile. Questo limbo ha generato costi di gestione insostenibili e continui guasti, costringendo i proprietari a spostare il mezzo in un cantiere di Olbia nel 2020. I successivi tentativi di ottenere almeno uno specchio acqueo, inoltrati sedici mesi fa, sono rimasti ancora una volta congelati nei tempi infiniti della burocrazia.
Lo sfogo di Enzo Barretta
Le parole dello stesso Enzo Barretta, affidate a una dolorosa denuncia pubblica, spiegano i motivi di un gesto così estremo e descrivono la solitudine di un uomo che si sente invisibile agli occhi delle istituzioni. Il ristoratore lancia un grido d’allarme lucido e disperato:
“Il mio medico mi ha fortemente sconsigliato questa forma di protesta. Ma sono qui a fare lo sciopero della fame e, se necessario, anche della sete. È l’ultima spiaggia che mi rimane per fare valere i miei diritti di cittadino onesto. Dopo 18 anni sono nuovamente qui a protestare per chiedere il rispetto dei miei diritti e per ricordare a chi di dovere che non si può continuare a ignorare questa situazione.”
Il j’accuse dell’imprenditore punta il dito direttamente contro la macchina amministrativa e i suoi ritardi. Barretta ricorda che questa situazione ha causato enormi danni economici, compromettendo il suo investimento, il suo lavoro e anni di sacrifici, con pesanti perdite dovute ai mancati incassi dopo nove anni di totale silenzio da parte degli enti preposti.
L’azione dimostrativa davanti al municipio non vuole essere solo un atto di forza individuale, ma un catalizzatore per la comunità locale e per l’intero settore commerciale dell’isola, da sempre legato al turismo e alla nautica da diporto.
Con questo gesto drammatico, il ristoratore desidera richiamare l’attenzione della cittadinanza, dei colleghi ristoratori, delle associazioni di categoria e dell’opinione pubblica, che in altre occasioni analoghe lo hanno sostenuto, affinché venga fatta chiarezza e si arrivi finalmente a una soluzione concreta. Barretta conclude il suo appello chiedendo solidarietà, presenza e sostegno civile a tutti coloro che credono nel diritto al lavoro, nella dignità delle persone e nel rispetto dei tempi amministrativi, invocando anche un supporto legale per fare piena luce su una vicenda che tiene un’eccellenza imprenditoriale clamorosamente ferma al palo.
