Intervista a Romi Fuke: dall’Olbia Calcio all’acquisizione del Monastir

Romi Fuke - Olbia - Foto dalla rete

Una delle società dell’imprenditore – manager Romi Fuke, dopo aver rinunciato all’acquisizione dell’Olbia Calcio sta concludendo un’operazione per acquisire le quote di maggioranza del Monastir

Football Club Holding S.r.l., società riconducibile al manager e imprenditore Romi Fuke, ha avviato un percorso tecnico-amministrativo finalizzato all’acquisizione delle quote di maggioranza, tramite aumento del capitale, dell’ASD Monastir 1983, che si sta trasformando in SSD.

L’attivismo per l’Olbia Calcio e la rinuncia all’acquisto dei bianchi.

Ho casa a Olbia da 2013 e scendendo dalla Lombardia ogni volta che posso – spiega Romi Fuke -. Ho legato con questo territorio. La mia azienda “in-Lire SpA Società Benefit“, gestore del circuito “in-Lire”, un network di 4300 aziende in tutta Italia che scambiano beni e servizi in compensazione – attività valoriale che permette alle aziende di poter finanziare le proprie spese compensandole con nuovo fatturato -, da qualche anno lavora molto nell’ambito sportivo: tanto che supportiamo 25 squadre dall’A1 di Volley maschile e femminile, A2 di Basket, serie D di Calcio, serie A nel Rugby, ecc..”

“Quando ho saputo della crisi dell’Olbia ho voluto supportare il club, prima con il circuito in giugno 2025, poi, ad agosto, durante le mie vacanze, attraverso il Comitato di sostegno esterno temporaneo, creato insieme a Giovanni Degortes, Salvatore Campus e Fabrizio Filigheddu, a cui si sono poi aggiunti Emiliano Giagnoni e Checco Milia“, racconta Fuke.

Il comitato e l’impegno in prima persona.

“Il comitato ha raccolto risorse finanziarie da amici, familiari, tifosi, legate al territorio e alla maglia bianca e aveva l’obiettivo di accompagnare la squadra fino ad un nuovo acquirente. Quando si è fatto sotto Pistilli il comitato si è sciolto. A quel punto decisi che fosse giusto farmi sotto in prima persona, avendo investito tanto nello sport in passato e avendo creato la Sport & Tourism Investments, che nel mio gruppo societario si occupa di marketing sportivo e di investimenti nello sport“, racconta il manager. Poi la scelta, a seguito di valutazioni tecniche-amministrative, di interrompere le trattative per l’acquisto dei bianchi, con il successivo scambio di polemiche con la Swiss Pro, ex proprietaria dell’Olbia Calcio.

L’acquisizione delle quote di maggioranza del Monastir.

“La trattativa col Monastir è nata da una chiamata avuta da Matteo Zanda. Dopo Olbia mi era rimasto il pallino di entrare in un club. Mi hanno contattato 27 club da tutta Italia dall’Eccellenza alla serie C, ho avuto interlocuzioni anche con l’Imperia, ma conosciuto il team del Monastir, il presidente Marco Carboni e i figli, lo staff, i giocatori, e ho capito che sono mossi dai miei stessi valori umani e sportivi, ho sposato questo progetto e ne sono veramente molto orgoglioso”, conferma il manager.

Lo speciale legame con la Sardegna.

L’acquisizione del Monastir conferma lo speciale legame di Fuke con la Sardegna e i sardi: “Adoro i sardi e la loro accoglienza: spesso all’inizio sono un po’ diffidenti, ma quando ti accolgono, ti aprono le porte di casa. E adoro la Sardegna, con il suo meraviglioso mare e il suo ottimo cibo: è un luogo che mi ha dato molto e dove spero di poter restituire qualcosa anche io”.

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