Skipper 21enne morto a Olbia, indagini ancora senza risposte

Giovanni Marchionni portisco skipper

Le indagini sullo skipper morto a Olbia.

A distanza di oltre un mese dalla tragedia, resta ancora avvolta nel mistero la morte di Giovanni Marchionni, lo skipper 21enne di Bacoli trovato senza vita l’8 agosto scorso a bordo di un lussuoso motoscafo ormeggiato al molo 7 della Marina di Portisco, a Olbia. L’inchiesta avviata dalla Procura di Tempio, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, non ha ancora fornito risposte certe sulle cause del decesso. L’autopsia aveva stabilito un arresto cardiorespiratorio, senza però chiarirne l’origine: nessuna traccia di droghe, né di emorragie o ictus.

Le indagini si sono quindi concentrate sulla possibilità di un’intossicazione da gas. Le ispezioni a bordo, coordinate dal consulente della Procura Giuseppe Mangano, hanno inizialmente ipotizzato la presenza di monossido di carbonio, poi esclusa da successivi accertamenti. Unica anomalia rilevata, una batteria danneggiata che aveva sprigionato acido solfidrico, ma con concentrazioni nell’ambiente inferiori ai limiti di soglia.

La svolta potrebbe arrivare dagli esami tossicologici sui tessuti molli, avviati oggi in un laboratorio di Cagliari, che dovranno stabilire se Marchionni abbia inalato sostanze nocive non rilevate in precedenza. Un passaggio decisivo, atteso con apprensione sia dalla famiglia della vittima sia dai legali dell’armatrice dell’imbarcazione, Annalaura di Luggo, che non risulta indagata.

Condividi l'articolo