Calvisi il sottosegretario non riconfermato da Draghi: “Sul mio futuro non ho deciso”

L’ex sottosegretario alla Difesa Calvisi.

Giulio Calvisi non ce l’ha fatta. Non è stato riconfermato nell’incarico di sottosegretario nel governo di Mario Draghi. La notizia ha lasciato con l’amaro in bocca i suoi sostenitori, non solo del Partito democratico e non solo di Olbia, la città di Calvisi. Perché è stato certamente un autorevole braccio destro del ministro alla Difesa Lorenzo Guerini durante il governo Conte bis.

Calvisi, adesso cosa farà?

“Adesso vediamo, ancora non mi sono posto il problema. Sono contento per l’esperienza appena conclusasi. Ringrazio Zingaretti ed Orlando che mi hanno permesso di farla. Il Ministro per il lavoro fatto insieme. I carabinieri, la Marina, l’Aereonautica e l’Esercito. La sanità militare che ha portato un supporto logistico attraverso l’esercito”.

A proposito di Esercito, nei giorni immediatamente successivi l’alluvione di Bitti, l’abbiamo vista operare in prima persona nel paese. 

“Ho un legame famigliare con Bitti e con i miei uomini ci siamo occupati dell’emergenza, in primis gli uomini della Brigata Sassari e del Genio di Macomer”.

Però, ad oggi molte di quelle promesse fatte in quei giorni non sono state mantenute. A Bitti non sono ancora arrivati gli aiuti promessi dallo Stato per la ricostruzione. 

“A Bitti ora si tratta. Tutti i finanziamenti devono essere messi a carico. A Bitti c’è un problema sia idraulico che idrogeologico”.

Ha qualche rimpianto in merito al suo lavoro svolto al Ministero della Difesa?

“Ho cercato di dare il mio contributo, poi certamente ognuno può sempre fare di meglio. Abbiamo vissuto una crisi sanitaria e sociale che ha coinvolto tutti. La Difesa, sopratutto in provincia di Sassari, ha dato un grande contributo, mappando tutte le RSA e approvigionando i paesi di dispositivi sanitari. La Difesa ha garantito in Sardegna ed in Sicilia, come nel resto d’Italia, mascherine, camici, ventilatori. Nella seconda ondata un supporto con test molecolari, antigienici e sierologici e i sardi hanno visto il supporto del Ministero da me rappresentato. Un rimpianto è quello che non siamo riusciti a dare esecuzione agli accordi Stato-Regioni 2017-2019, che prevedeva cinque tavoli di contrattazione riguardanti le servitù militari, gli indennizzi, le bonifiche, i beni immobili, la ricerca e lo sviluppo. Come Stato abbiamo proposto i nomi a febbraio 2020, per creare una cabina di regia per portare avanti i tavoli, ma l’accordo non è stato raggiunto”.

La prossima primavera si svolgeranno le elezioni comunali di Olbia, con contrapposti i candidati sindaci Navone e Nizzi. Lei chi vorrebbe vincesse?

“Conosco Nizzi in quanto abbiamo peraltro condiviso l’esperienza in Parlamento. Ma sono un militante della sinistra e tifo dove c’è il candidato di sinistra. Spero che Navone possa essere il nuovo sindaco di Olbia e che i giovani possano avere il loro spazio”.

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